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Modena, donna trovata mummificata in casa

Stefano Totaro
Modena, donna trovata mummificata in casa

Dimenticata da mesi, ritrovata morta Una 52enne malata e il cui caso era noto ai servizi sociali che si recavano da lei. Il suo cadavere era già mummificato

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MODENA Nessun rumore all’interno, nessuna luce accesa, nessuna risposta al suonare del campanello. Via Stella, pieno centro storico, una palazzina all’angolo con largo San Giacomo, dove vi sono alcuni appartamenti dell’Acer, alloggi popolari dati a persone bisognose o malate, in cura preso qualche servizio o sociale o sanitario. La polizia municipale conosce bene quell’indirizzo perché conosce bene la donna che vi abita, da almeno dieci anni da quando appunto è stata collocata in quell’alloggio.

Quella donna che ora ha 52 anni era famosa per le sue dimostrazioni di rifiuto nei confronti di chi si presentava per fornirle aiuto. Si racconta infatti che gli addetti ai servizi sociali, dopo le prime schermaglie, dopo le violente rimostranze della donna sia nel voler aprire che nell’accettare la presenza di “estranei” in casa, si facessero accompagnare, chiedessero la “scorta” ai vigili per riuscire ad avere un contatto. Incontri saltuari, quelli dei servizi sociali dovevano recarsi dia lei “ogni tanto”, per questioni legate al denaro, al suo sostentamento, probabilmente per la rata della casa e per un controllo in senso generale della situazione che sicuramente male non faceva. Ogni tanto dunque.

Ma quanto “ogni tanto”? Forse l’ultimo incontro, l’ultimo contatto è stato prima di Natale, prima delle festività. O forse ancora prima. Perché l’altra sera, quando la polizia municipale si è portata in via Stella ed è entrata nella sua abitazione proprio perché di lei non c’erano notizie da tempo, la donna è stata trovata priva di vita. La 52enne era in vestaglia, ai piedi del letto, probabilmente si era sentita male ed era caduta, rimanendo sul pavimento per almeno un mese e probabilmente anche per due o tre. Il cadavere era infatti mummificato. Come hanno spiegato in Medicina legale all’interno di quella stanza da letto vi era un ambiente chiuso con assenza di umidità e questo ha favorito il processo di mummificazione piuttosto che quello di decomposizione i cui miasmi avrebbero potuto fare scattare un allarme nel vicinato.

E non ci sono segni di ferite, magari provocate da una aggressione, non ci sono lacerazioni esterne. Il corpo era integro e mummificato. Come hanno spiegato in Medicina legale, domani la procura valuterà se effettuare l’autopsia o meno, anche se da un esame esterno l’occhio esperto pare del tutto propendere per un decesso naturale. I medici comunque aspettano anche le cartelle cliniche della donna. La 52enne infatti era seguita non solo dai servizi sociali per la parte economica ma anche da una struttura sanitaria per via di una sua malattia degenerativa.

E il suo caso era noto al Diagnosi e cura. I vigili ieri, quando hanno trovato tutto chiuso, hanno rotto una finestra, sono entrati e hanno trovato tutto in ordine, nessuna effrazione a porte e finestre, solo il corpo della donna mummificato. Non ha parenti stretti, non ha figli, si sa che aveva avuto un compagno anni fa, uno straniero e che poi questo se n’era andato. I vicini, interpellati, sanno ben poco di questa donna che non voleva mai aprire a nessuno, come dicono. Il forno e il bar della zona non hanno mai sentito il suo nome. Pare dunque che gli unici “amici” che avesse questa donna di cinquantadue anni fossero proprio i medici, i dipendenti-inservienti delle strutture che si occupavano di lei e i servizi sociali. Eppure questa donna è morta in casa e il suo corpo ha fatto in tempo a mummificarsi prima che qualcuno mandasse qualcun’altro (le forze dell’ordine in questo caso) a verificare se quella persona, malata e del tutto sola, fosse ancora viva.

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