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Raccolta di firme contro “l’invasione”

Raccolta di firme contro “l’invasione”

Banchetti di Forza Italia in città e in provincia: «Cambiare i modi e i tempi di accoglienza dei profughi»

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Una raccolta firme per dire «basta all’invasione». Partirà sabato prossimo la nuova iniziativa provinciale di Forza Italia sul tema dei migranti. Il Portico del Collegio sarà la prima tappa di un tour che attraverserà 15 Comuni. Nell’elenco le tredici realtà con popolazioni sopra i 15mila abitanti (Modena, Carpi, Sassuolo, Formigine, Castelfranco, Vignola, Mirandola, Pavullo, Maranello, Fiorano, Nonantola, Finale e Soliera). Ne faranno parte anche Castelnuovo e Novi, municipalità quest’anno al voto. L’obiettivo dei forzisti è promuovere un modo di accoglienza nuova, anzi… vecchio. «Solleciteremo un intervento che vada nella giusta direzione - ha anticipato il consigliere Adolfo Morandi - ovvero quella del passato. Bisogna riprendere gli accordi con la Libia e riaprire i Cie. Averne uno per regione è giusto, ma troppo limitato. Siamo arrivati a un punto in cui i soggetti aventi diritto di asilo politico (i profughi) devono attendere 24-36 mesi per la qualifica. Servono riconoscimenti in tempi rapidi: chi non ha diritto sia rapidamente espulso dal territorio. C’è il serio problema di come espellere: non basta il foglio di via». L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento di 10mila firme. I rappresentanti di Forza Italia avranno gazebo in cui ascoltare proposte specifiche dei cittadini. Nessuno degli intervistati si professa favorevole alla chiusura integrale delle frontiere. «Vogliamo aiutare chi fugge da un teatro di guerra - ha aggiunto Antonio Platis, consigliere provinciale Fi - ovviamente se non vi ha partecipato. Tutto il resto non è accoglienza». Per il mirandolese vanno riaperti Cie e creati canali di espulsione veloci perché «quando era così il 75% delle persone che arrivavano a Modena veniva rimpatriato». Platis ha preso in considerazione altre cifre. «Il bando dell’accoglienza a Modena supera 1.500 unità - ha ripreso il consigliere provinciale - e prevede uno stanziamento di oltre 25 milioni di euro: è metà del bilancio della Provincia». Il consigliere regionale azzurro Enrico Aimi ha paragonato il caso Madonna del Murazzo a un «emblema del fallimento del sistema di accoglienza». L’avvocato modenese ha ribadito che i «dati sul carcere di Modena sono evidenti. Oltre il 50% dei detenuti proviene dei Paesi stranieri e ciò mostra che qualcosa non va». Per Aimi, inoltre, «il 95% dei migranti non proviene da zone di guerra: ciò causa un impatto disastroso in un’economia disastrata».

Gabriele Farina

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