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Rapinatore cacciato dal bar

Rapinatore cacciato dal bar

Dopo il colpo in tabaccheria a Sorbara tenta il bis a San Lorenzo: respinto

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SAN PROSPERO. Un epilogo inedito con un rapinatore, armato di coltello, costretto a fuggire perché preso a male parole dal titolare del ristorante San Lorenzo e da un cliente che stava per lasciare il locale. Un balordo, verrebbe da dire, che non è stato in grado di reggere la parte fino in fondo, preferendo dileguarsi a piedi - e poi a bordo di un’auto su cui lo attendeva un compare - piuttosto che affrontare le vittime. E così i carabinieri di San Prospero e Bomporto, in collaborazione, si sono messi alla caccia dello sbandato, descritto come un uomo italiano, forse del posto. Tutto è avvenuto intorno alla mezzanotte quando al ristorante San Lorenzo, a Pioppa, è entrato il bandito. Aveva le braccia incrociate, ma sotto l’ascella ha messo in evidenza il coltello. Non ha fatto neppure in tempo a “presentarsi” che proprietario e cliente gli si sono avventati contro, mandandolo a quel paese in modo veemente. Lui, allora, ha ripreso la porta ed è fuggito.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze e ieri mattina hanno ascoltato a lungo il ristoratore. C’è una descrizione piuttosto precisa del rapinatore, con tutta probabilità lo stesso che giovedì pomeriggio ha colpito anche alla tabaccheria Sechi, sulla Canaletto a Sorbara di Bomporto.

Il ragazzo, con berretto calato in testa, si è introdotto con modalità analoghe: ha mostrato il coltello che impugnava con le braccia incrociate e si è fatto consegnare le banconote. Poi - raccontano le telecamere di sorveglianza installate nel negozio - si è avventato sulla cassa per strappare anche le poche monete rimaste nel registratore. Si tratta dell’ottava rapina che la titolare deve affrontare nella lunga attività.

«Speriamo lo prendano - dice Nerina Sechi, imitata dal ristoratore di San Lorenzo - Era un ragazzo italiano, abbiamo quasi la sensazione che fosse del posto tanto sapeva come muoversi e trovarci. Ma al di là di quanto è accaduto, che non può lasciarci tranquilli, dobbiamo comunque ringraziare i carabinieri che si sono comportati benissimo. Ci hanno rassicurato, cercando di darci sicurezze e tranquillità anche in un momento critico».

Carabinieri che ora sono alla caccia del bandito con il coltello, forti di immagini e descrizioni che lo ritraggono in azione.(fd)

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