Gazzetta di Modena

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Rogo distrugge uno chalet in centro a Piandelagotti

di Daniele Montanari
Rogo distrugge uno chalet in centro a Piandelagotti

Frassinoro. L’incendio scoppiato per un difetto del sistema di riscaldamento I vigili del fuoco al lavoro per ore dopo l’allarme, ma l’edificio è irrecuperabile

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FRASSINORO. Una casa completamente avvolta dalle fiamme e distrutta. È successo ieri sera, venerdì 20 gennaio, in pieno centro a Piandelagotti sulla sp 486, a trenta metri dalla chiesa.

Intorno alle 19 è divampato il fuoco che non ha lasciato scampo allo chalet della 52enne Stefania Manattini, persona molto conosciuta in paese (suo papà aveva il forno) per il suo attivismo in parrocchia e nell’organizzazione dei vari eventi. Non si è potuto salvare nulla dell’abitazione a un piano (più scantinato), nonostante siano arrivati sul posto, oltre ai vigili del fuoco volontari di Frassinoro, i colleghi di Pieve, Sassuolo e Modena, più i carabinieri.

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È stata lei stessa ad accorgersi di tutto e a dare l’allarme: di ritorno da Modena (dove lavora come commercialista) in macchina con la madre 92enne (venivano sempre su tutti i fine settimana) ha visto uno strano fumo dall’esterno e quando ha aperto le fiamme sono state inarrestabili. È corsa subito al vicino Albergo Alpino per chiedere aiuto: «Abbiamo chiamato subito il 115 - ha raccontato il titolare Ferdinando Lunardi - ma c’era poco da fare. È stato terribile vederla lì ad assistere impotente alla distruzione». Sotto choc, la donna è stata assistita anche dal 118, poi è stata condotta via perché non poteva sopportare una scena del genere. La madre anziana invece è stata portata subito da un’amica. I pompieri sono rimasti lì tutta la notte, e il loro intervento è stato fondamentale anche per mettere in sicurezza un bombolone di gpl. Per le cause, bisognerà aspettare gli accertamenti. Si sa solo che verso le 15.30, come altre volte, un’amica di famiglia era venuta nello chalet per accendere il riscaldamento, basato su caminetto e stufa, poi è andata via. È possibile che alla base di tutto vi sia un malfunzionamento dell’uno o dell’altra: più che alla canna fumaria però (avrebbe preso fuoco prima il tetto, qui invece c’è stata subito la propagazione alle pareti) in prima battuta si è pensato a un problema interno, o magari a qualcosa rimasto acceso di fianco alla stufa. La stessa amica, poveretta, dopo si sentiva in colpa per quanto successo, anche se aveva fatto le stesse cose di sempre. Poteva dirsi una casa seminuova, fatta da una decina d’anni. Sembra che almeno fosse coperta da assicurazione. Ma i ricordi in fumo non li restituirà nessuno.

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