Sant’Agnese: «In classe col cappotto, ora basta»
La caldaia funziona male, si blocca e i bimbi o stanno al freddo o tornano a casa I genitori degli alunni chiedono un intervento risolutivo da parte del Comune
In aula al freddo per seguire le lezioni. È una problematica che sta interessando diverse scuole italiane, alcune del territorio modenese e altre proprio in città, come le primarie Sant'Agnese che da oltre due settimane convivono con il riscaldamento mal funzionante che ha provocato diversi disagi ai bambini e ai genitori.
Alessandro Dotti, presidente del comitato genitori, ha più volte sollecitato sia Hera che il comune ma senza mai avere una risposta chiara alla problematica del malfunzionamento e intanto i bambini continuano a stare al freddo.
«Il rientro dopo le vacanze di Natale è stato a dir poco traumatico - spiega Dotti. Freddo nelle aule con il riscaldamento molto basso, una situazione al limite». Alessandro racconta poi le giornate successive: “«Abbiamo passato il 9 e 10 gennaio con temperature intorno a 15 e 16 gradi dopodiché il terzo giorno era tutto ripristinato, apparentemente. L'impianto nei giorni successivi era fermo, spento». Tutto questo di prima mattina, alle 7,30 con la scuola che si preparava per aprire e i bambini pronti per prendere posto nelle proprie aule: «Abbiamo chiamato Hera e sono arrivati dopo un'ora con 10 gradi all'interno della struttura». La scuola conta circa 420 bambini iscritti e quel giorno solo un centinaio sono rimasti a scuola a freddo, in molti, grazie ovviamente ai genitori che si sono potuti recare a scuola a riprenderli, sono tornati a casa. «In molti sono tornati a casa - racconta ancora Alessandro - ma per chi non è riuscito ad andare a prendere i propri figli perché ovviamente lavorava, non c'è stata altra scelta che lasciarli a scuola». Non finisce qui. Dopo l'intervento di Hera l'impianto è ripartito, ma con una media di 12 gradi. «Non è possibile, come fanno i bambini a stare a scuola con 10-12 gradi?».
Ed eccoci arrivati a mercoledì mattina. Ancora la caldaia ferma con 16 gradi all'interno delle aule e ieri, 14 gradi: «Ennesima chiamata a Hera e ennesimo problema. Non ne possiamo più. Ho provato più volte anche a contattare il comune ma sempre senza risposta». Alessandro si sente abbandonato e vorrebbe una risposta chiara e definitiva. zLa scuola durante le vacanze è stata chiusa 15 giorni e il fine settimana prima di rientrare il riscaldamento è rimasto spento. Con meno 5 gradi fuori ovviamente la scuola resta fredda, soprattutto in una struttura datata come la nostra».
Una struttura degli anni settanta che necessita spesso di interventi e che il comitato genitori vuole tutelare, compresa l'attrezzatura, come il videoproiettore che qualche mese fa è stato rubato e da lì l'idea di creare un'assicurazione: «Dopo il furto avvenuto, tra l'altro in un momento dove il comune stava facendo dei lavori a scuola quindi non c'era personale scolastico presente, l'idea era quella di creare un'assicurazione ma c'era il problema dell'intestazione, perché la scuola è del comune e la direzione didattica ha la gestione, ma solo da giugno a settembre, negli altri mesi è scoperta. Insomma, noi genitori vorremmo dare la nostra disponibilità a fare una polizza assicurativa sul furto ma qui nessuno sa niente e non ci arrivano risposte». Alessandro si chiede come la situazione possa cambiare: zA noi nessuno ci dà risposte però paghiamo e se poi rubano, cosa facciamo?». Diverse problematiche e disagi che tra lungaggini burocratiche e disorganizzazione, rischiano di diventare questioni infinite.
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