Gazzetta di Modena

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Da Modena un raggio di luce per Aleppo

di Martina Stocco
Da Modena un raggio di luce per Aleppo

In tanti hanno sfidato il freddo per dare testimonianza: «Siamo partiti in tre, vedere centinaia di persone è emozionante»

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MODENA. Una luce di speranza, una preghiera. È con queste parole che si può descrivere la fiaccolata per Aleppo. Modena, ieri pomeriggio, si è espressa, ancora una volta, contro la guerra, il terrorismo e la violenza.

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Ma i sentimenti che hanno portato centinaia di persone a scendere in piazza erano, soprattutto, la solidarietà e la vicinanza alla popolazione siriana. La manifestazione ha preso il via da piazza Roma, dove sono state accese decine e decine di fiaccole. Dopo una timida partenza, complice il clima rigido e le basse temperature, in molti sono accorsi. La serpentina di luce si è, così, messa in moto, illuminando le principali vie del centro cittadino. Il corteo ha sfilato fino a giungere in piazza Grande, dove riparati dalla Ghirlandina, luogo simbolo della città, alcune giovani hanno rotto il silenzio. Anche chi non era a conoscenza della manifestazione, si è aggregato volentieri alla marcia di pace.

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Basta violenze. «È ora di dire basta alla violenza - ha esordito Rossella Giulia Caci, studentessa di Giurisprudenza, impegnata nel servizio civile presso le Acli - e dopo gli avvenimenti dello scorso dicembre ad Aleppo abbiamo deciso di fare sentire la nostre voce. Inizialmente eravamo in tre. Da poche, siamo diventate sempre più numerose e oggi si sono raggruppate centinaia di persone». Al fianco della ragazza, originaria di Agrigento, c'erano le amiche Diana Kassem, di origini siriane e Takwa Haddad, tunisina. «In tanti, a livello internazionale, si stanno mobilitando - ha rimarcato Haddad - per la questione siriana e l'assedio di Aleppo. Così, abbiamo deciso di organizzare la fiaccolata, come reti di associazioni modenesi. Il principale valore in cui crediamo è quello della pace».

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Bandiere colorate. Le bandiere colorate, simbolo di pace, erano fatte sventolare dalle piccole mani dei bambini presenti. Oltre alla rete di associazioni modenesi, infatti, alla manifestazione hanno aderito molti giovani studenti. Tra i vessilli colorati e i lumi accesi spuntavano, anche, diversi striscioni. «L'urlo delle bombe uccide la voce della ragione - si leggeva su uno dei cartelli - deve prevalere il dialogo». Ecco, appunto, il dialogo. Cos'è stato chiesto alle istituzioni modenesi? «Innanzitutto, chiediamo alla città di Modena - ha spiegato Caci - più solidarietà rispetto a quella che già c'è. Inoltre, vorremmo che venissero costruiti dei corridoi umanitari per le popolazioni in fuga dalle guerra. Desidereremmo altresì, che venisse data la massima disponibilità nei confronti di chi chiede accoglienza e asilo politico. Provare a mettersi nei panni di chi vive una condizione di guerra può renderci soltanto più umani».

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Il sindaco. Di umanità e di integrazione ha parlato anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. «Le giovani oggi presenti - ha concluso il primo cittadino - hanno espresso dei concetti importantissimi. Primo fra tutti il valore dell'incontro fra generazioni, popoli, culture e religioni differenti. Solo così si matura la coscienza civile».

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