Fatti di cocaina commettono sei rapine
Arrestati due operai di Bomporto e San Prospero: sono gli autori dei colpi tra Formigine, Modena, Sorbara e Camposanto
Sniffavano cocaina per continuare al meglio la loro tournée tra Modena, il comprensorio ceramico e la Bassa, con sei rapine tentate e riuscite nell’arco di quattro giorni, da lunedì a giovedì. Una lunedì ( il debutto, il colpo di “prova”) e cinque tutte al giovedì. Quattro quelle andate a segno, mentre le ultime due sono fallite per la forte reazione delle loro vittime.
Il tutto a volto scoperto, sempre con la stessa arma, un lungo coltello da cucina puntato contro il barista o il dipendente del negozio di turno, e la fuga a bordo di un Fiorino bianco, di proprietà del padre di uno dei due banditi. Tutta questa performance è stata effettuata sotto l’effetto della droga: nella pausa tra i vari colpi i carabinieri hanno documentato un acquisto a Cavezzo di alcune dosi, da immigrati spacciatori.
I militari dell’Arma, riversati nelle strade per i controlli del territorio, attenti a spostamenti e a presenze, hanno concesso loro soltanto un giorno e giovedì sera sono intervenuti, effettuando un blitz nelle abitazioni dei due, contro i quali le prove sono schiaccianti, confessione inclusa.
È stato pertanto emesso un provvedimento di fermo con l'accusa di rapina aggravata e continuata nei confronti di P.I. un 38enne residente a Bomporto e di V.F., un 27enne di San Prospero, figlio del proprietario del Fiorino (estraneo alle gesta criminali e ovviamente disperato quando ha saputo che cosa aveva combinato suo figlio). La fortuna dei carabinieri è stata che i due, drogati, agivano in modo spregiudicato, per vedere l’effetto che fa.
Giovedì sera al bar di Camposanto sono stati filmati, le immagini diffuse e ben presto a quei volti i militari hanno dato un nome, concentrando le indagini su San Prospero, dove la famiglia del 27enne è molto conosciuta e in vista.
Il maresciallo di San Prospero Vito Capasso aveva peraltro notato il furgone con due persone a bordo aggirarsi in zone e circostanze sospette. In breve sono stati analizzati i filmati dei vari colpi effettuati nel Modenesedove il Fiorino c’era sempre, oltre al look e al modus operandi e un po’ particolare: uno a fare da palo e l’altro che entrava prima chiedendo un servizio, poi puntando o mostrando il coltello per intimare la consegna del denaro.
I due banditi sono operai presso ditte locali, italiani, da sempre nella Bassa e con alcuni precedenti di giustizia, anche per furto.
La folle corsa alla rapina era iniziata lunedì alle 20: presa di mira al cassiera del supermercato In’s di via Manzoni: la coppia mostra il coltello e fugge con un migliaio di euro.
Il duo torna in azione giovedì: inizio al bar-tabaccheria Sechi di Sorbara, dove si sono fatti consegnare un centinaio di euro dalla titolare. Alle 15 rispunta il coltello all’interno dell’Altro Caffè in via Canaletto sud a Modena, la barista consegna circa 400 euro. Di sera, tra le 19 e le 20, la banda si sposta a Formigine ed effettua il colpo ai danni del negozio di animali Dog & Company in via Giardini, bottino di mille euro. Il finale dela serata il duo se lo gioca in casa, nella Bassa: ma le cose non vanno come loro speravano. Al ristorante San Lorenzo il titolare reagisce così come, verso mezzanotte passata, il titolare del bar July a Camposanto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
