In migliaia in attesa di una casa, il Comune annuncia: «Oltre un milione di euro per la casa e le disabilità»
L’assessore Giuliana Urbelli: «Finanziare gli affitti consentirà alle famiglie di calmierare le spese. La non autosufficienza riguarda sempre più persone»
Le esigenze e le emergenze aumentano. I soldi, questa volta, pure. La manovra ipotizzata nel bilancio di previsione del Comune di Modena, infatti, prevede un investimento aggiuntivo sul welfare per oltre un milione di euro che costituisce una prima risposta agli allarmi di questi mesi: aumento di casi per i servizi sociali sia in termini di reddito che di casa, sempre più persone sulla soglia della povertà, famiglie in crisi quando si tratta di seguire persone non autosufficienti, giovani coppie che non riescono a sposarsi perché il mercato del lavoro non consente di fare piani per il futuro. Lo scenario è questo, l’assessore ai servizi sociali Giuliana Urbelli, armata di forbici, ha ritagliato dal bilancio un milione di euro in più che proveranno a rispondere alle nuove esigenze: «Scelta forte di responsabilità per rispondere ai nuovi bisogni che emergono a Modena e per far fronte alle esigenze di maggiore inclusione sociale. Dopo una fase di ascolto della città, sono stati tradotti in linee di azione concrete».
Il primo problema è sempre la casa?
«Sì. Il fondo sociale ha un finanziamento complessivo di 600mila euro. Rifinanzieremo per centomila euro la rinegoziazione degli affitti. La rinegoziazione delle locazioni esistenti con l'apporto delle organizzazioni di rappresentanza dei proprietari e degli inquilini consente alle famiglie di stipulare un nuovo contratto con il medesimo proprietario a condizioni economiche più favorevoli per la famiglia, consentendo di calmierare ulteriormente i canoni e riducendo i rischi di morosità con una misura strutturale che vale per l’intero arco contrattuale. Lo strumento è utilizzato anche per incentivare la stipula di nuovi contratti nell'ambito del servizio di Agenzia casa. Sono stati attivati da gennaio 2015 ad oggi 161 rinegoziazioni e nuovi contratti di agenzia casa».
La non autosufficienza quanto influisce sulla vita delle famiglie?
«Le condiziona e le porta a fare grandi sacrifici che non sempre sono sostenibili. Per questo aumenteremo i posti nei centri diurni per disabili, erano una delle priorità: le liste d’attesa evidenziano un bisogno crescente sui centri diurni per disabili gravi. Aumenteremo i posti residenziali di sollievo per anziani e non autosufficienti, per garantire alle famiglie un periodo di riposo dai compiti di cura a sostegno della domiciliarità».
Negli ultimi mesi sono aumentate anche le persone che chiedono elemosina.
«L’accoglienza dei senza fissa dimora resta una emergenza. L’obiettivo è ridurre il ricorso a strutture alberghiere e istituzionalizzare esperienze di accoglienza sulla logica di alloggi di piccole dimensioni per emergenze e transizione abitativa dei nuclei in difficoltà: lo abbiamo chiamato albergo sociale, una decina di alloggi che potranno dare questa risposte. Accoglieremo anche donne in difficoltà e che hanno subito violenza».
Quanto di quel milione di euro andrà sul capitolo migranti?
«Sul fronte migranti ci aspettiamo che lo Stato dia le risposte opportune e che arrivino i finanziamenti promessi».
Qual è la sfida per il 2017?
«Dobbiamo partire dai giovani. Un’azione volta a contrastare la dispersione scolastica e a sostenere l'impegno educativo delle scuole, supportandone la volontà di offrire nuovi contesti di apprendimento, adeguati alle diverse caratteristiche dei ragazzi, in particolare quelli più difficili. Esperienze innovative di prevenzione del disagio giovanile come Cantiere Scuola e gli Sportelli di Ascolto Psicologico sempre nelle scuole».
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