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Truffa telefonica da 5mila euro ad anziano

Truffa telefonica da 5mila euro ad anziano

Vittima un ottantenne residente in Largo Verona. Fantomatico avvocato gli chiede soldi per il figlio

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Ennesima truffa ai danni di un anziano sassolese. È successo l'altra mattina quando, ancora in pigiama, sente squillare il telefono di casa e va a rispondere. «Dall'altra parte dell'apparecchio – racconta l'80enne L.C., che abita nella zona di Largo Verona – un fantomatico avvocato che mi avvertiva di un incidente occorso a mio figlio che stando al racconto in quel momento era trattenuto nella caserma dei carabinieri di Fiorano e che, privo di assicurazione, per sbloccare l'auto, doveva fare un versamento di cinquemila euro all'ufficio delle entrate. La cosa più allucinante è stata che lo stesso individuo mi ha sollecitato a chiamare subito il 112. Cosa che ho fatto e mi ha risposto una persona con voce diversa dalla prima, dicendomi che era il maresciallo della caserma di Fiorano e confermando quanto detto dal primo contatto, verosimilmente non avevano chiuso la comunicazione e ci sono cascato». A questo punto l'uomo cerca di chiamare il figlio ma, sbagliando numero nello smarrimento in cui era finito, trova spento e avvalora il fatto che si potesse trovare in caserma. «Pochissimi istanti dopo – continua – il primo uomo mi ha richiamato dicendomi di preparare i soldi perchè sarebbe andato lui a fare il versamento e poi mi avrebbe accompagnato dai carabinieri. Nemmeno il tempo di mettere giù e mi ha suonato al citofono ed è venuto in casa a prelevarli. Tengo sempre dei soldi in casa per qualche necessità urgente e mi sono detto che stavolta avevo avuto ragione. Ma quando ho consegnato la somma la persona in questione è scesa velocissimamente dalle scale, come scappando. ed ho capito l'inganno gridandogli contro “ladro, ladro” ma in brevissimo tempo è sparito dalla zona». Il passo successivo è stata una nuova chiamata da parte del fantomatico avvocato che ha solo ribadito alla vittima: «Ssi ricordi che non sono un ladro»; una beffa che si è aggiunta al danno non indifferente dei 5.000 euro che avevano preso il volo. C'è allora stata la chiamata ai carabinieri, stavolta andata a buon fine. «I carabinieri hanno subito mandato una pattuglia a casa mia – continua nel racconto L.C. - ho raccontato loro tutto il fatto e mi hanno poi chiesto di andare in caserma a Sassuolo a fare denuncia, cosa che ho fatto insieme a mio figlio, che alla fine ho rintracciato. Non mi capacito di come sia potuto succedere ma sono convinto che questa gente, come hanno confermato i carabinieri, tenta con tanta gente ed alla fine con qualcuno ci prende. Vorrei anche ribadire un concetto: nessuno sapeva della somma che avevo in casa, cosa non normale ma frutto di qualche avanzo della pensione che tenevo per qualche emergenza, non certo per farmela rubare da questi individui». (a.s.)

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