Una protesta con le lenzuola per salvare l’ospedale
MIRANDOLA. Lenzuola appese in tutta la Bassa con la scritta: “Rivogliamo il nostro ospedale” per dire basta al depotenziamento che da anni sta vivendo il Santa Maria Bianca. Questa l’iniziativa...
MIRANDOLA. Lenzuola appese in tutta la Bassa con la scritta: “Rivogliamo il nostro ospedale” per dire basta al depotenziamento che da anni sta vivendo il Santa Maria Bianca.
Questa l’iniziativa emersa a margine della presentazione del film documentario di Giuliano Bugani, alla palestra Brunatti venerdì sera. Il titolo del film è eloquente: “Mani sulla sanità: la rivolta”. Un ampio spazio è dedicato all’ospedale di Mirandola, mettendo in luce come reparti, una volta fiore all’occhiello, siano stati declassati. La proiezione del film è stata anche occasione per ricompattare le varie anime che hanno lottato per il referendum sull’ospedale poco più di un anno fa.
Altro aspetto emerso durante la serata è il tanto discusso ospedale baricentrico tra Carpi e Mirandola. «Qualcosa di cui non esiste nessuna traccia di progetto - ha sottolineato la consigliera regionale del M5S Giulia Gibertoni - Anzi, esiste un progetto di spostamento di grandi numeri da Mirandola proprio perché si possa svilire quest’ospedale. Ora è il momento di unire le forze e proseguire sul solco tracciato per il referendum, ritrovandone lo spirito perché il depotenziamento è costante e il percorso partecipato è stato l’ennesima presa in giro. L’unico obiettivo è fare accettare una decisione già presa e blindata. Ci sono problemi per quanto riguarda le visite cardiologiche e ancora, in Ginecologia e nelle liste d’attesa che sono sempre più lunghe». I parti, a regime, dovrebbero essere 500 in Ginecologia: a Mirandola, nel 2016, sono stati 420. I posti letto, invece, sono 120 contro i 198 garantiti dal Pal.
«Il numero di posti letto attuale - aggiunge Gibertoni - non raggiunge la dotazione minima prevista per gli ospedali di prossimità. Quest’anno c’è già all’orizzonte il nuovo Pal e la verifica di quello attuale. Un dato tra tutti: mancano circa 70 posti letto per poter applicare quello precedente: quello nuovo che ci aspetta sarà un ulteriore gioco al ribasso? Adesso più che mai occorre proseguire l’azione portata avanti dal comitato per il referendum per legare comunità e decisione. Non partiamo dal nulla: l’esperienza con cui abbiamo portato avanti il referenedum dev’essere bagaglio culturale di contenuti, relazioni, solidarietà da mettere a frutto per non arretrare di un passo questa battaglia».
Per questo, tra i soggetti del comitato referendario, prende piede l’idea della protesta con le lenzuola, ribadita anche dalla consigliera cavezzese Katia Motta, presenta alla serata. Chi volesse aderire a questa manifestazione, pacifica ma di certo incisiviva può contattare Benvenuto “Zeno” Razzaboni al 348/8908010.
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