A caccia di canoni mai pagati
Il Comune dà un incarico per il recupero di quelli relativi a impianti idroelettrici
Quando arrivò in consiglio il progetto per la realizzazione della nuova centrale idroelettrica lungo il fiume Secchia, all'altezza della traversa di San Michele, si parlò a lungo in consiglio comunale non solo del possibile impatto della nuova struttura, ma di quanto potenzialmente poteva incassare un Comune concedendo l'uso del bene pubblico acqua a un impianto privato. Si parlò di convenzioni con chi realizza l'opera e anche di canoni dovuti, ma risultava difficile quantificare la cifra, che a quanto pare varia da Comune a Comune fra quelli che, sul Secchia o su altri corsi d'acqua, hanno fino a oggi concesso l'insediamento di centrali idroelettriche. Adesso il Comune di Sassuolo vuole vederci chiaro e verificare se davvero c'è la possibilità di recuperare canoni dovuti che, nei lunghi iter che hanno portato alle concessioni attuali, non sono stati corrisposti o almeno non nell'entità prevista. È stato quindi dato un incarico specifico e ad affidamento diretto a uno studio esperto in materia, per la “determinazioni e il recupero dei sovracanoni relativi ad impianti idroelettrici ubicati nel bacino del fiume Secchia nel Comune di Sassuolo”. Lo studio incaricato si chiama Ferrari, è di Parma ed è specialista in questo tipo di calcolo e recupero. L'incarico vale complessivamente 7500 euro e non è dato sapere se e quanto potrà riportare nelle casse del Comune. Riguarda comunque la valutazione non solo dell'ultimo impianto concesso ma anche di quelli già esistenti lungo il corso d'acqua (altri due). Quando nel 2014 il progetto del nuovo impianto idroelettrico sul Secchia arrivò in consiglio comunale si accese una polemica fra l'opposizione di centro-destra e l'assessore all'ambiente Sonia Pistoni proprio sul potenziale recupero di canoni e su chi ne dovesse essere responsabile, chi aveva avviato l'iter nel 2013 (la giunta Caselli) o chi lo stava portando in consiglio (la giunta Pistoni). Si parlò di potenziali soldi recuperabili fino a 250mila euro che al momento sembrano comunque ben lontani da quanto si prevede di rec8perare con questo incarico.
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