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Gli abiti di Lola “sposano” l’arte di Adolfo Lugli

di Serena Arbizzi
Gli abiti di Lola “sposano” l’arte di Adolfo Lugli

La stilista Emanuela Giovanardi e l’artista hanno dato vita a una collaborazione Fino a sabato prossimo i due espongono una serie di opere create insieme

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Indagare i rapporti fra arte e produzione da un lato. Dall'altro trasformare gli abiti in opere d'arte. Questi i due concetti che stanno alla base delle opere esposte nella mostra alla quale partecipano l'artista Adolfo Lugli e la stilista Manuela Giovanardi, in arte “Lola darling”.

Il sodalizio tra Lugli e Giovanardi ha dato vita a un nuovo modo di interpretare e recuperare materiali di scarto dei processi di produzione industriali, successivamente rielaborati con i codici dell'arte contemporanea. Dall’inizio della sua carriera, infatti, Adolfo Lugli ha indagato a fondo i rapporti tra arte e mondo della produzione, trasformando materiali industriali in opere contemporanee. Emanuela Giovanardi, in arte “Lola darling”, è stata per anni punto di riferimento nel campo della moda carpigiana con il suo negozio in centro storico. Successivamente, ha continuato a fare la stilista per aziende carpigiane.

L’incontro fra Lugli e Giovanardi ora si traduce in una contaminazione tra arte e moda. Questo mix si traduce in quattro opere, esposte alla mostra "Re.Volver - cultura da indossare", fino al 28 gennaio alla galleria Edarcom Europa di Roma, curata da Michela Mantoan.

«Le quattro opere che presentiamo in questa mostra - dicono Adolfo Lugli ed Emanuela Giovanardi - nascono dal recupero dei materiali di scarto dei processi di produzione industriali, successivamente rielaborati attraverso i codici dell'arte contemporanea. In questo caso, ci siamo particolarmente interessati della fase di smaltimento di tre piani di lavoro diversi, emblema della nostra epoca. Il primo è costituito da grandi teli di cotone a lunghezza infinita, precedente piano di base per le stampe serigrafiche industriali della moda. Il secondo piano di lavoro recuperato - proseguono la stilista e l'artista - è costituito da fogli in pasta di legno riciclato, di grande formato, denominato medium-density. Il terzo piano sono i vestiti sartoriali usati e smessi che escono come merce di scarto dal processo produttivo e dal consumo. Matrici in pasta di legno, prescelte dalla discarica, riciclate e stampate su carte, su tessuti o direttamente su abiti».

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