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I modenesi di Time4Life bloccati per ore da una slavina

di Carlo Gregori
I modenesi di Time4Life bloccati per ore da una slavina

I volontari sul Gran Sasso diretti in tre centri isolati per distribuire viveri: salvato un cane disperso nella neve da 5 giorni

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MODENA «Stiamo raggiungendo Altavilla, l’ultimo paese abruzzese sul Gran Sasso. Ma siamo rimasti bloccati lungo la strada da una valanga caduta sopra di noi». Elisa Fangareggi e il suo staff di dieci modenesi dell’associazione Time4Life sono in mezzo al freddo ma sereni. Sono riusciti a ripartire solo qualche ora dopo. Il motivo: «Siamo con i militari dell’11° Battaglione del Genio Guastatori di Foggia. Sono venuti quassù proprio per liberare strade e cortili delle case sepolte sotto la neve». Il convoglio partito da Modena tre giorni fa carico di viveri destinati ai centri colpiti da terremoto e nevicate ha raggiunto uno dei tre punti di destinazione: Altavilla, frazione del secondo centro da raggiungere, Montorio al Volmano; il terzo sarà Villa Valucci, tutti centri all’interno del Parco del Gran sasso.

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I telefoni ricevono male. Meglio whatsapp. Ogni tanto la chiamata arriva, per fortuna. Racconta la modenese Chiara Ciccia Romito, braccio destro di Elisa in questo viaggio: «Siamo partiti con la spesa fresca e ne abbiamo fatta altra adesso. Abbiamo acquistato 1.500 euro di alimentari tutti da consumare senza cucinarli: in molte case non c’è né gas né elettricità. Abbiamo preparato 50 pacchi viveri da distribuire, contengono un po’ di tutto: pane fresco (che molti non mangiano da giorni), miele, noci, mandorle, affettati, gallette, focacce, formaggi pronti per la consumazione e cioccolato per i bambini. Poi i sono anche scatole di cibo per gli animali, soprattutto i cani e i gatti».

Gli animali - spiega Chiara- sono un aspetto delicato di questa emergenza. Sono zone dove c’è ancora una grande quantità di allevamenti (capre, pecore e vacche) ma ci sono anche cani e gatti spesso abbandonati in fretta e furia dai loro padroni scappati. Dobbiamo nutrirli e metterli in salvo. Intanto noi cerchiamo di sfamarli».

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Il punto più delicato è che questa emergenza interessa il Parco del Gran Sasso, una zona notoriamente impervia anche in condizioni normali. È costellata di piccoli paesi abitati in prevalenza da anziani. Dice Elisa: «È sconvolgente sapere di quanta gente è ancora isolata mentre la Protezione Civile deve concentrarsi con i vigili del fuoco e i militari sulle zone terremotate. Anche qui c’è stata una scossa forte e abbiamo visto case lesionate ma non è una situazione gravissima come in altri punti dell’Appennino». Elisa spiega che proprio in questa situazione drammatica non mancano scene commoventi: «Ieri sera ci siamo fermati un una casa dove c’era un camino acceso e legna secca. Tanta gente attorno: non solo noi, ma il vicinato. Sono momenti emozionanti dove ci si ritrova assieme in una piccola comunità. C’è tanta solidarietà vera intorno al focolare. Capisci cosa si è perso nel mondo in cui viviamo».

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In serata la slavina è stata rimossa e la marcia procede fino al primo paesino. Nella fattoria di due anziani, un’avventura toccante. Racconta Chiara. «I due contadini ci hanno detto che Jack, il loro cane da tartufo, era scomparso da cinque giorni. Simone Marta, uno di noi, ha trovato Jack vicino alla stalla sepolto tra la neve. Era salvo, tremava moltissimo. L’abbiamo asciugato anche col phon. È stata un’emozione enorme per tutti noi».

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