La scuola diventa centro di “multi-formazione”
All’Istituto Don Magnani contributo di 380mila euro dal governo per il progetto Laboratori di lingue, meccanica, ceramica e tecnologia anche per il Distretto
Laboratori di lingue, meccanica, ceramica e tecnologia a servizio degli studenti e della città: è quanto accadrà nel giro di alcuni mesi all’interno dell’istituto Don Magnani (parte integrante, oggi, dell’istituto Volta) grazie ad un progetto, elaborato dai docenti e dalla dirigente insieme a numerosi partener pubblici e privati, che ha ottenuto il via libera dal ministero e l’erogazione di un contributo di ben 380mila euro. Il “Centro multi formazione del distretto ceramico”, questo il titolo del progetto, ha ottenuto il finanziamento ministeriale dopo essersi piazzato in finale anche lo scorso anno, perdendo però per un soffio l’erogazione economica. L’accoglimento, comunicato nei giorni scorsi, è motivo di grande gioia per la dirigente, Alessandra Borghi (che aveva coordinato il progetto sin dalla nascita essendo fino al 2015 reggente del Don Magnani, poi assorbito dal Volta) e i docenti Antonio Solomita, Stefano Anceschi e Mariangela Ferrari, che hanno elaborato l’ambizioso progetto. «L’accoglimento formale e il finanziamento della nostra iniziativa sull’occupabilità – spiega la dirigente Alessandra Borghi - premia un lavoro di progettazione fatto nel tempo e con impegno, partecipando ad un bando molto impegnativo cui siamo risultati idonei già lo scorso anno. Ora serviranno alcuni passaggi amministrativi poi partiremo coi lavori per rinnovare i laboratori. È una sfida ambiziosa che ci farà faticare ma siamo determinati e risoluti, anche perché la vittoria del bando premia un lavoro intenso, frutto di un rapporto molto coeso tra scuola, associazioni e mondo del lavoro». I laboratori attualmente presenti nell’istituto professionale verranno interamente riammodernati e resteranno aperti anche al pomeriggio. Ciò consentirà da un lato agli alunni di avere laboratori all’avanguardia per la loro formazione, dall’altro alla cittadinanza (col tramite di aziende, scuole e associazioni) di fruire dei laboratori che potranno così essere usati, ad esempio, per corsi di inglese dedicati a casalinghe e disoccupati, per formazione professionale destinata a chi, già adulto, ha perso il lavoro e necessita di aggiornare le proprie competenze per rimettersi in gioco, per lezioni e approfondimenti sulla storia e le caratteristiche della ceramica e del distretto ceramico rivolte agli alunni delle scuole elementari e medie. Tra i diversi partner che hanno appoggiato il progetto, e che parteciperanno con un contributo economico o in natura (ad esempio fornendo docenti, esperti, materiali) anche alcune aziende del territorio e che forniranno macchinari e attrezzature per rendere i laboratori all’avanguardia. «La filosofia del progetto – ha precisato la docente Mariangela Ferrari - è il recupero delle competenze del territorio, sia ridando motivazione ai giovani che sono usciti, o hanno abbandonato, la scuola e non cercano lavoro, sia i disoccupati che debbono essere reinseriti nel mondo lavorativo con competenze nuove e più in linea con le richieste del tessuto produttivo del distretto. Le attività, però, potranno essere anche tante altre, rivolte ad ogni tipo di utenza: vorremmo che il laboratorio diventasse faro per tutto il distretto, in grado di rispondere alle esigenze di tutti».
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