Carpi, smurano la cassaforte e rubano Rolex e gioielli
I ladri hanno usato il flessibile nell’appartamento dell’imprenditrice Paola Fatalò Portati via le chiavi dell’Audi, assegni, migliaia di euro, un Cartier e braccialetti
CARPI. Sono entrati in giardino e si sono arrampicati sul balcone. Hanno forzato la porta finestra con un piede di porco e, una volta dentro l’appartamento hanno rovistato dappertutto e smurato la cassaforte con il flessibile, portando via un bottino di decine di migliaia di euro.
È su tutte le furie Paola Fatalò, titolare di una ditta di confezioni e già detentrice del titolo di miss mamma, per il furto avvenuto nella sua abitazione di via Scarlatti nel tardo pomeriggio di domenica. L’imprenditrice abita con la sua famiglia al primo piano di una palazzina di via Scarlatti, un quartiere apparentemente tranquillo.
«Sono entrati poco dopo le 18 attraverso la porta finestra della cucina - racconta Paola - Dopo avere provocato devastazione in alcune stanze, hanno trovato la cassaforte, nel corridoio che porta alle camere, nascosta dentro un armadio. Hanno staccato la spina dell’asciugatrice per collegare, evidentemente, lo strumento con cui hanno smurato la cassaforte, provocando anche un bel danno, che si somma alla refurtiva consistente che mi hanno portato via. Dentro la cassaforte c’erano, infatti, alcune migliaia di euro in contanti, un Rolex, un Cartier, un braccialetto “tennis”, un bracciale d’oro, un anello con brillante, il blocchetto degli assegni. Inoltre, mi hanno preso anche le chiavi dell’auto, un’Audi A4, che nella notte fra domenica e ieri ho dovuto nascondere... I vicini hanno sentito qualche rumore ma hanno pensato che mio figlio stesse facendo alcuni lavori domestici. Dopo il furto, il primo a rientrare in casa è stato mio figlio. Io sono arrivata intorno alle 20.30. Ad avvisare le forze dell’ordine è stato il mio vicino che ha notato la porta aperta, dietro alla quale i ladri avevano messo il divano - aggiunge Paol - per essere pronti a scappare nel caso noi rientrassimo, evidentemente. Una volta rientrata non mi è rimasto che constatare quello che era successo ed è stato orribile: sono arrabbiatissima perché chi commette questi reati, chi vìola la privacy e l’intimità delle persone, andrebbe punito severamente».
Il caso è stato denunciato alle forze dell’ordine.
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