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Policlinico: processo a Modena

Lo ha deciso il giudice: i reati sarebbero stati commessi a Carpi

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Resterà a Modena il processo per il caso di appalti e presunte mazzette al Policlinico che vede come accusato principale l’ex direttore generale Stefanio Cencetti (andatosene nel 2012). Lo ha deciso il giudice della maxi-udienza preliminare - ci sono 50 imputati - al termine di una lunga camera di consiglio. I due sostituti procuratori Marco Niccolini e Pasquale Mazzei avevano infatti chiesto l’aggravante per il riciclaggio di denaro contestato ad alcuni imputati proprio per impedire che il processo fosse spostato in parte a Reggio e in parte ad Arezzo. Questo perché, avevano spiegato i difensori chiedendo appunto il trasferimento, i reati contestati sarebbero stati consumati in quelle due città: a Reggio si trova la sede e il conto corrente della Multiline di Cencetti e ad Arezzo la Gutember dell’ex senatore Ds (Pd) Vasco Giannotti che pagava Cencetti come consulente. Il rischio di uno smembramento del processo ha spinto l’accusa a presentare la richiesta al giudice Eleonora De Marco di considerare un’aggravante i reati sarebbero stati commessi nell’ambito di un riciclaggio che sarebbe avvenuto su conti bancari nelle due città ma avevano in realtà lo scopo di creare un altro reato: permettere a Cencetti di raccogliere il denaro - frutto di gravi illeciti e di accordi sottobanco per favorire grandi coop “rosse” - a Carpi presso il poliambulatorio Aquatic Fkt gestito dalla moglie Maurizia Viviani. I soldi in questione sarebbero mazzette per importanti appalti, tra i quali l’Appaltone da 130 milioni. Prossima udienza fissata per il 6 febbraio. Si entrerà nel vivo delle questioni preliminari.

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