Al PalaMadiba. «Una sfera magica per creare sogni in punta di piedi»
Nadezda Sviridova dalla Russia a Modena per insegnare danza classica al PalaMadiba
«Una sfera magica in cui creiamo un nuovo mondo». Nadezda Sviridova vede così la danza classica. L’insegnante ha un palmares di tutto rispetto: ha calcato le scene internazionali da ballerina fino a diciassette anni. Una laurea a Mosca (con il massimo dei voti) e poi via al trasferimento della passione ad allievi e allieve, con medaglie e riconoscimenti. Una missione che non svolge più nella natia Russia, ma prosegue nell’adottiva Modena.
«Nel mio Paese ero sposata con il lavoro - ammette Nadia, il nome italianizzato - mentre in Italia ho conosciuto il mio futuro marito. Mi sono spostata a Casinalbo e ho iniziato a lavorare a Modena». Le società si susseguono: Marie Taglioni, Polisportiva Baggiovara, Polisportiva Corassori, Polisportiva Modena Est, Danziamo (poi MuMo). Infine, giunge al PalaMadiba. Nell’impianto della Sacca si trova la scuola Maya Plisezkaya. Assieme alla Corassori è la sua piattaforma creativa che condivide con 36 allieve dai 3 ai 17 anni. «Quando entriamo nella danza il nostro mondo è questo - riprende l’insegnante, indicando l’ambiente della scuola di danza - perché ci chiudiamo in una sfera magica in cui iniziamo a creare. Allora non esistono più le finestre, gli specchi…». Una magia che riesce a trasmettere ad allievi di entrambi i generi. «Michail Vasiliev, un mio ex allievo, ha interpretato la Bella Addormentata allo Storchi», dice con un pizzico di orgoglio. E mentre parliamo, iniziano a prepararsi a entrare in scena le sue “perle”. Sono alcune delle allieve “fedelissime”. L’hanno seguita nei vari spostamenti sul territorio modenese; hanno partecipato a gare come l’International Art Festival Contest di Cesenatico, ottenendo diversi riconoscimenti. Nadia le segue nei movimenti, pronta a correggere ed esortare.
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«Quando mi arrabbio vuol dire che voglio loro bene», spiega. Per lei la danza classica è un’esperienza totalizzante. «Di giorno riguardo la metodica - ricorda - perché vorrei essere sempre aggiornata. Poi mi metto a insegnare». Sul tavolo una rassegna di giornali russi piena di successi e medaglie. Vincere le gare continua a piacerle ancora. «Abbiamo battuto anche un’accademia professionale - aggiunge Nadia, tornando alla nuova esperienza modenese - in cui c’erano duecento persone. Bianca ha ottenuto il primo posto con una coreografia di Harlequinade. Ha fatto tutto bene, era gasata, aveva un sorriso enorme. Le bimbe delle altre scuole erano bravissime, ma quando c’è l’energia è tutto diverso». Un’energia che continua a trasmettere anche la giovanissima allieva.
«Avevamo preparato un passo a due e due assoli - esordisce Bianca Fornasiero, dieci anni - sempre con la musica di sottofondo. Un’amica di mia sorella mi ha fatto conoscere la scuola, in cui mi trovo bene. Mi piacerebbe continuare con la danza classica». Un’idea che condividono le compagne. «Penso assolutamente di continuare - garantisce Giulia Baccarini, 14 anni, di cui 8 trascorsi con Nadia - per me la danza classica è un sogno: mi aiuta e mi sprona ad andare avanti. Con la danza ho imparato a stare sul palco senza avere paura. Abbiamo fatto parecchie gare: se si arriva preparati si superano tutte».
«L’anno scorso per me è stata molto difficile - ammette Laura Goldoni, 13 anni - ma Nadia mi ha detto che se ci sono passione e bravura è meglio continuare. Lei è la migliore insegnante che ho avuto: mi ha sempre aiutato e corretto, insegnandomi i giusti comportamenti nell’ambito della danza. A Cesenatico sono arrivata prima con altre ragazze, abbiamo dato anche una mano con il pattinaggio artistico: speriamo di aver trasmesso a qualcuno la passione per la danza». Il progetto a cui fa riferimento è stato lanciato da Franco Culcasi, gestore del PalaMadiba, e potrebbe tornare in futuro. «La danza classica ti deve piacere molto», ribadisce Doriana Nannini, da sei anni allieva di Nadia. «Ti aiuta a crescere come postura - fa eco Lisa Bonaretti - perché è una disciplina abbastanza importante. Spero di continuare, trovando il tempo anche con gli studi». «La danza è abbastanza rilassante - conclude Alessandra Paragallo, 12enne seguita da Nadia da 8 anni - ma per me è anche un po’ più professionale. Mi piacerebbe insegnare: c’è un po’ da lavorare».
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