Gazzetta di Modena

Modena

Farmacie, domani c’è sciopero

Farmacie, domani c’è sciopero

Protesta contro la distribuzione sistematica delle medicine negli ospedali

2 MINUTI DI LETTURA





Chiudono un giorno, giovedì, «per non chiudere per sempre». Alla serrata, che scatterà domani, dovrebbero aderire circa un migliaio di farmacie private aderenti a Federfarma in Emilia-Romagna.

Le Comunali, invece, che non possono scioperare contemporanemente alle private, chiuderanno il servizio Cup per tutta la mattina. Rimarranno invece aperte le farmacie in turno. Alla base della protesta, come ha spiegato ieri il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, la distribuzione diretta dei medicinali attraverso gli ospedali, che molte Asl (soprattutto a Rimini, Modena, Ferrara e Reggio) stanno incrementando a scapito delle farmacie. Si tratta in particolare di pazienti che soffrono di malattie croniche e che vengono presi in carico dalle aziende anche per quanto riguarda la distribuzione dei farmaci. «Ma questa protesta la facciamo in primis per i cittadini - assicura Federfarma - hanno il diritto di trovare i medicinali in farmacia, anzichè essere costretti a spostarsi anche di molti chilometri in farmacie ospedaliere che chiudono alle 17 e sono chiuse nei prefestivi».

Pur di spingere la Regione ad invertire la marcia (la richiesta è di ridurre di un terzo i pazienti presi in carico direttamente), le farmacie si sono dette disponibili a rinunciare ad una parte dei loro emolumenti per la distribuzione dei medicinali. Fin qui, però, la trattativa non è decollata. E dopo un anno si è deciso per lo sciopero, anche se ieri mattina i rappresentanti delle farmacie comunali erano in Regione per tentare una intesa in extremis.

Laddove è stato interamente applicato, ossia laddove la Distribuzione Diretta è stata completamente trasformata in DPC (Distribuzione per Conto), l’accordo ha dato esiti estremamente positivi in termini di risparmio di costi e di qualità di servizio, ed una garanzia di assoluta trasparenza della spesa. A ciò si aggiungono gli evidenti vantaggi per i cittadini, non più costretti a spostarsi anche di 20-30 chilometri per reperire i farmaci negli ospedali, grazie alla disponibilità dei medesimi nelle farmacie distribuite capillarmente su tutto il territorio, anche nei comuni più piccoli. Due esempi su tutti in regione: a Ravenna, dove l’accordo è stato pienamente applicato, i cittadini non hanno alcun disagio e la spesa farmaceutica è pienamente sotto controllo; mentre a Ferrara, dove c’è la maggior Distribuzione Diretta, c’è anche la spesa farmaceutica più alta della Regione.

«Abbiamo il diritto e il dovere di far sentire la nostra voce e informare l’opinione pubblica” conclude Dal Re - Non possiamo più attendere, se non vogliamo ritrovarci con le farmacie prive dei farmaci. Non possiamo più aspettare, se non vogliamo correre il rischio di veder cancellata la nostra identità e il nostro ruolo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google