Apre la mostra “Scappare dalla guerra”
Sono davvero tante in città, nel distretto e in tutta la provincia le iniziative pubbliche per celebrare domani e nel fine settimana la “Giornata della Memoria”. Si terrà sabato pomeriggio, a...
Sono davvero tante in città, nel distretto e in tutta la provincia le iniziative pubbliche per celebrare domani e nel fine settimana la “Giornata della Memoria”.
Si terrà sabato pomeriggio, a PaggeriArte, in piazzale Della Rosa, l’inaugurazione della mostra “Scappare dalla guerra”, all’interno del programma per ricordare le vittime dell’Olocausto. Nato dal viaggio compiuto nell'agosto 2015 sul confine greco-macedone, il reportage realizzato da Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli, pubblicato nel volume “Dal libro dell’esodo” (Piemme), accompagna sulle strade della fuga di centinaia di migliaia di persone da guerre e povertà. Un reportage intenso ed emozionante: un cammino di sette giorni fatto con i migranti, lungo i binari tra Gevgelija, in Macedonia, e Idomeni, in Grecia. Il libro si arricchisce dei testi della parlamentare europea Cécile Kyenge, del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, del ricercatore e saggista Michele Nardelli, studioso del Novecento, del regista Carlo Saletti e del giovane storico italo-siriano Ismail Fayad.
La mostra allestita in Paggeriarte propone volti di padri che stringono i propri figli, li tengono in braccio, sulle ginocchia, a volte camminando a volte seduti, in un attimo di sosta dal cammino. Padri soli in viaggio per salvare i propri figli. Forse sono partiti loro, e non le madri, perché gli uomini sono più forti, hanno più possibilità di salvarsi e, salvando se stessi, di salvare il proprio futuro, i propri figli.
La mostra resterà aperta fino al 25 febbraio con i seguenti orari: sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Nel periodo di apertura gli organizzatori promuovo due incontri con gli autori del volume e con esperti: l’esposizione diventa un’occasione per conoscere, approfondire e cercare di capire le ragioni di questa grande fuga sulle strade d’Europa per “condividere - come scrive Roberta Biagiarelli nella sua testimonianza - “la dignità e la determinazione colta negli occhi dei migranti incrociati, per metterci in cammino con coraggio insieme a voi con loro”.
Alfonso Scibona
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