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«Evasione, troppi Comuni non denunciano»

«Evasione, troppi Comuni non denunciano»

La Cgil: «Nel modenese 23 quelli che non segnalano i casi sospetti: un danno a welfare e lavoratori»

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L’evasione fiscale e contributiva costituisce un vero e proprio “attentato” ai servizi sociali e al lavoro regolare. Per questo occorre che i Comuni facciano di più e non si nascondano rispetto alla necessità di segnalare possibili casi o comportamenti evasivi ed elusivi dei tributi erariali.

L’appello arriva da Franco Zavatti, coordinatore della legalità e sicurezza della Cgil in Emilia Romagna, che analizzndo i dati relativi alle segnalazioni antievasione dei COmuni rileva come a livello nazionale siano molto pochi i Comuni che svolgono questo importante ruolo. «Basti pensare cje delle 82mila 637 segnalazioni nazionali del 2016, il 36% pari a 29 mila 734 arrivi dall’Emilia Romagna.

I Comuni modenesi quindi fanno la loro parte, anche se non tutti allo stesso modo e - soprattutto - sottolinea Zavatti - ce ne sono alcuni che brillano per assenza tra i comuni segnalanti.

«Modena è la prima provincia con 43 adesioni comunali. Restano fuori Montese, Riolunato, Fiumalbo e Montecreto: perché ritengono che un loro coinvolgimento antievasione sia inutile?» Si chiede Zavatti che prosegue « L'ampia adesione dei nostri Comuni al Patto però non significa che ogni anno li veda tutti promotori di segnalazioni sospette. - spiega - Gli ultimi dati forniti dal Ministero Interno per certificare l'ottimo "ristorno" delle risorse incassate a vantaggio dei bilanci comunali 2016, dicono che nell'ultimo anno sono stati solamente 117 i comuni che in regione hanno segnalato casi sospetti per poi incassarne i fondi recuperati. A livello delle provincie, Modena guida la classifica regionale dei ristorni per 1,35 milioni incassati...a beneficio però di soli 24 Comuni virtuosi/segnalanti su 47 e già pubblicati dalla stampa locale: da Modena...a Serramazzoni. Fra i 23 municipi mancanti pesano i due Comuni "capi-comprensorio" di Vignola e Pavullo!» Nel complesso, vista la situazione nazionale, il quadro provinciale viene definito positivo da Zavatti. «È tuttavia un quadro che può essere migliorato nell'interesse evidente delle nostre comunità. - spiega - I singoli Comuni, le Unioni Comunali dovranno investire decisamente e con continuità sulla lotta all'evasione fiscale e contributiva. Così come le strutture decentrate della Agenzia delle Entrate dovranno mettere a disposizione dei Comuni maggiore fruizione delle banche dati e formazione per il personale addetto».

Da questo insieme, secondo Zavatti, emergono anche obbligfhi per il sindacato. «Cè un diretto e forte interesse del sindacato a spingere,nei tavoli di confronto istituzionali locali e regionali, per rinforzare e qualificare le strutture addette ai monitoraggi e le segnalazioni documentate sulle evasioni».

Torniamo ai nostri dati territoriali per valorizzarne le positività e concretezza nel contrasto effettivo alle irregolarità/illegalità fiscali, ma sopratutto per spingere verso ulteriori passi in avanti,più che possibili e necessari, sostenuti dal sindacato nei tavoli di confronto e contrattazione territoriale.

A conferma della grande validità del meccanismo delle "segnalazioni" antievasione partite dai Comuni emiliano-romagnoli, conclude Zavatti. è la stessa Agenzia delle Entrate che riconosce «nell'80% dei casi, gli accertamenti innescati dalle segnalazioni comunali, si sono chiusi positivamente" e con il conseguente addebito al contribuente evasore». Alla nostra regione va riconosciuto il record delle segnalazioni, col buon risultato di un "totale riscosso" di 32,6 milioni: il 38,5% della intera riscossione nazionale e poi rientrati a beneficio dei bilanci comunali.

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