Gualmini in testa, ma spuntano i Singh, i Kadeli e i Lafdali
POLINAGO. Famiglie storiche del territorio che si sono drasticamente ridimensionate o quasi scomparse. E immigrati che si sono ambientati in modo proficuo sul territorio al punto da rappresentare...
POLINAGO. Famiglie storiche del territorio che si sono drasticamente ridimensionate o quasi scomparse. E immigrati che si sono ambientati in modo proficuo sul territorio al punto da rappresentare oggi una delle componenti principali, a livello di nuclei. È la fotografia che emerge dall’ultimo quadro demografico di Polinago datato 31 dicembre 2016. Uno spaccato, quello compilato dall’Ufficio anagrafe, che nel novero dei cognomi più diffusi sul territorio ora annovera al decimo posto i Singh (16 in tutto), al ventesimo i Kadeli (11) e al 24esimo i Lafdali (10). È vero che in vetta alla classifica resta sempre saldamente la famiglia storica dei Gualmini (44), seguita dai Bonvicini e dai Braglia (30), dai Cabri, Casolari e Rossi (28). Ma al contempo dei Roncaccioli, che una volta erano uno dei gruppi più importanti, ora rimane solo un rappresentante. Dei Rivasi, due. Dei Fiocchi, più nessuno. «Se i Singh sono arrivati a superare anche i Tomei, che non sono più di 15, allora bisogna proprio rifletterci su» scherza il sindaco Gian Domenico. «A parte le battute – continua – è chiaro che l’immigrazione è una realtà sempre più importante del territorio, da quasi 200 persone. Che sono venute magari chiamate da noi per svolgere certe mansioni, e quindi rimaste. Un fatto che deve aiutarci anche a superare certe diffidenze nei confronti dei profughi». I nomi più diffusi però restano molto tradizionali: tra le femmine Maria (21), Anna (19) e Francesca (13), tra i maschi Marco (20), Antonio e Luca (18). (dm)
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