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Il sottosegretario Migliore a S. Anna: «Niente mafiosi in carcere a Modena»

Il sottosegretario Migliore a S. Anna: «Niente mafiosi in carcere a Modena»

Il sottosegretario Migliore a Modena: «Al Sant'Anna non ci sarà il regime 41 bis». Gli agenti di custodia: «Dirigenti incompatibili»

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MODENA «La sezione per carcerati di massima sicurezza al S.Anna di Modena si allontana».Così, con un verbo sfumato ma sufficientemente inequivocabile, il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore (Pd) butta nel cestino un incubo che si era materializzato nelle ultime ore, dopo l’allarme del senatore Vaccari (Pd) che aveva evocato un progetto riservato per portare a Modena mafiosi e camorristi. Niente sezione riservata per il 41 Bis, ha ripetuto migliore ieri in visita a Modena, sia al Procuratore che al presidente del Tribunale che al sindaco. E subito dopo anche ai vertici del carcere S.Anna e ai rappresentanti dei 190 agenti della Polizia penitenzia

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LA VISITA Detto questo la visita di Migliore è stata approfondita; la mattina con i vertici della città, incassando anche il ringraziamento di Muzzarelli per l’eliminazione del supercarcere; per l’occasione il primo cittadino ha ripresentato un conticino in sospeso da tempo col ministero di Grazia e Giustizia: 24 milioni di euro in tutto, per gestione e manutenzione degli uffici giudiziari prima della nuova gestione nazionale accentrata a Roma. In più a Migliore è stato consegnato un documento da inserire nell’agenda del governo in cui si chiedono altri giudici a Modena per rendere più veloci i processi e anche nuovi spazi per gli uffici giudiziari; un punto, quest’ultimo, su cui i vertici giudiziari hanno confermato la disponibilità a una verifica con il Demanio.

Non è dato sapere se nei suoi colloqui il sottosegretario abbia preso nota di un’urgenza che a Modena è nota da quando è stata aperta la nuova sede del carcere, ovvero l’esigenza di un’aula di giustizia all’interno dell’istituto di reclusione. Ogni giorno infatti, per portare alle udienze quel 70% dei 460 detenuti che aspettano convalide o libertà in attesa di giudizio, ci sono 26 persone a tempo pieno che si occupano del loro trasporto in corso Canalgrande, dove ci sono gli uffici giudiziari.

Il tema delle risorse a disposizione è stato il leit motiv su cui le sette sigle sindacali degli agenti hanno impostato il loro elenco di problemi gravi. A Migliore i rappresentanti degli uomini in divisa hanno parlato con una voce sola partendo da quello che hanno indicato come l’ostacolo maggiore, il rapporto inesistente con i dirigenti, il comandante Pellegrino e la direttrice Rosa Alba Casella. A riprova dell’esasperazione degli agenti hanno portato non solo le continue denunce, l’agitazione permanente e l’elenco degli agenti aggrediti ma soprattutto la richiesta di distacco da parte di due agenti su tre, 132 in tutto.

LE PROTESTE «Sono pronti a lasciare famiglia e ad affrontare il pendolarismo per spostarsi in altre città pur di non lavorare più in queste condizioni» è stata la tesi dei sindacati che hanno poi aggiunto le altre questioni irrisolte, dal mancano funzionamento (decennale) delle poche telecamere sulle zone di passaggio nei bracci delle sezione all’inesistenza di strumenti di telecontrollo. Più in generale la questione della sicurezza “dentro” il carcere è stata centrale. Un esempio? La decisione, presa in tutta Italia per evitare le pesanti sanzioni della Cee, di aprire durante il giorno le celle (e risolvere statisticamente il sovraffollamento carcerario) ha rimesso in gioco le mafie e i gruppi criminali dietro le sbarre. Furti e prepotenze, con le celle aperte, innescano tensioni e scontri di tutti contro tutti. «Prendiamo atto delle segnalazioni - ha commentato Migliore - Va potenziato il potenziamento dei rapporti con il territorio, tra detenuti e associazioni, e affrontata la questione dell’adeguamento tecnologico per i controlli».

Saverio Cioce

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