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Carpi, l'associazione musulmana: «Vogliamo un cimitero per la sepoltura islamica»

di Serena Arbizzi
Carpi, l'associazione musulmana: «Vogliamo un cimitero per la sepoltura islamica»

A presentare la richiesta è Javaid Iqbal, dell’associazione musulmana Mlnw «Siamo disponibili a comprare il terreno, il sindaco deve concederci lo spazio»

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Uno spazio per la sepoltura riservato ai musulmani in cui chi professa la fede islamica possa coltivare la propria tradizione, che prevede che i defunti stiano sepolti a terra per sempre e non vengano trasferiti in un loculo sopraelevato.

Lo chiede la comunità pakistana di Carpi, la più popolosa in provincia di Modena, attraverso il portavoce di una delle associazioni cittadine, Mlnw, Iqbal Javaid.

L'idea di dedicare una fetta del cimitero urbano o di trovare un'altra area appositamente per i musulmani è già sul tavolo del sindaco Alberto Bellelli e Javaid intende e andare fino in fondo affinché il Comune garantisca questa possibilità. «Il Comune di Modena dà questa garanzia ai fedeli musulmani - spiega Iqbal Javaid, che di professione fa l'imprenditore ed è titolare di una stireria in via De Amicis - Quindi, anche noi pakistani, che rappresentiamo una comunità musulmana molto popolosa a Carpi, non vediamo perché il Comune non debba garantirci l'opportunità di osservare la nostra tradizione qui. Ci è stato risposto che a Carpi c'è poca terra disponibile. Secondo la nostra legge i defunti, quando vengono seppelliti, devono rimanere sempre a terra e non possono essere spostati in un loculo. Siamo disponibili ad acquistare il terreno che potrebbe essere in una porzione di viale dei Cipressi, all'interno del cimitero urbano, o anche altrove. Se il Comune ha un terreno che potrebbe fare al caso nostro, siamo disponibili a comprarlo. Come pakistani, a Carpi, abbiamo toccato picchi di 5mila presenze in città: ora il numero della nostra etnia è in calo, a causa della crisi che ha provocato trasferimenti: ma siamo comunque più di 3mila».

Le associazioni musulmane hanno acquistato i locali dove si radunano: luoghi di culto in via Unione Sovietica al primo piano del cosiddetto “Biscione”. «Per ora non sentiamo l'esigenza di comprare uno spazio più grande da utilizzare come moschea - prosegue Iqbal Javaid - Quando dobbiamo fare celebrazioni ci raduniamo in spazi più grandi, come il circolo Graziosi o il Guerzoni».

Iqbal è e si sente profondamente integrato a Carpi. «Questa è la mia città: sono in Italia dal 1990 - prosegue - qui ho le mie radici negli ultimi anni e quando ritorno in Pakistan, al mio paese, Jhelum, per me è come una vacanza. E dal 2007 è nata la mia associazione, Mlnw. I legami con il Pakistan, chiaramente sono profondi: ricopro cariche politiche, alle quali tengo molto, per il partito Muslim League. Fino a poco fa ero il coordinatore italiano: importante ruolo perché nel 2018 potremo votare per le elezioni in Pakistan anche dall'estero».

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