Gazzetta di Modena

Modena

Nonantola. Compra un treno e lo mette in giardino

di Patrizia Cantusci
Nonantola. Compra un treno e lo mette in giardino

L’idea di Marisa Reggiani: «Voglio allestire un museo qui dove sono nata e sorgeva la vecchia ferrovia Modena-Cento»

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NONANTOLA. Marisa Reggiani è la proprietaria del “Casello 33” di via Muzza Sud, civico 969, non distante da Nonantola, al confine con Ravarino e Crevalcore. Marisa chiede un aiuto, perché in quell’ex casello ferroviario sta creando un museo. Perchè quel luogo è testimone di una storia che Marisa vuole preservare.

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Il casello era della Provincia. Trent’anni fa venne indetto un rogito collettivo di tutti i caselli della tratta ferroviaria Modena-Cento, dismessa nel 1956 e Marisa acquistò il numero 33. Lei viveva nella casa accanto. Lo comprò senza pensarci due volte e lo ristrutturò con cura. Le motivazioni erano molteplici. Quei luoghi appartenevano al suo vissuto. Lì è cresciuta, giocava in quel cortile, viveva la sua infanzia cullando i sogni dell’età infantile, mentre osservava transitare al casello truppe tedesche e alleate durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel rogito ha messo inoltre la memoria della famiglia di casellanti, suoi vicini, e dei loro dieci figli. In quel rogito ha messo un bimbo, un compagno di giochi, finito in modo orrendo durante una primavera fredda. Ma il sole, quel giorno, scaldava bene. I militari tedeschi di una Kubelwagen avevano fatto stridere i freni alzando polvere. Ora erano fermi al passaggio a livello del Casello 33. C’era silenzio, dunque il sibilo venne udito distintamente. Centrato a distanza da uno Sherman, Marisa, bambina, vide andare in frantumi il mezzo tedesco. Altra esplosione. Un convoglio di munizioni, stavolta. I proiettili inesplosi uccidono il suo compagno di giochi senza che alcuno riesca ad aiutarlo.

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Una storia che potrà essere raccontata nel museo. Si chiamerà “Museo del Casello 33” e verrà inaugurato nel 2017. Fervono in questi giorni i lavori per posizionare la vecchia locomotiva, la locomotiva della “Società Veneta” da lei acquistata e che fermava a Nonantola; domani il mezzo locomotore arriverà al Casello 33. La ghiaia è già al suo posto, i binari stanno arrivando. Ora però occorre altro.

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Marisa è alla ricerca di oggetti e spera che da Nonantola e da altri Comuni si facciano avanti persone in possesso di tessere, orari, bandiere, divise, eccetera. «Perché io abbia realizzato il museo è presto detto - spiega -. Sono interessata alla difesa dell’ambiente. L’ambiente è per me un tema fondamentale e quotidiano. Vedere transitare qui davanti tir lunghi come convogli mi indispettisce molto. Se, invece di potenziare il traffico in maniera scriteriata, ci si fosse concentrati sulla salvaguardia dei treni, credo che l’ambiente se ne sarebbe giovato. Il museo sarà un invito a fare di più. Anzi, spero divenga il ricordo di un’occasione perduta. Lo sa che tutti gli acquirenti di quel rogito collettivo hanno scelto di creare piccoli musei, proprio da qui a Ferrara? È vero, ci sono però anche quei ricordi personali... e questo luogo ne può raccontare molti».

E Marisa chiede un aiuto per poter narrare al mondo quel pezzo di storia transitato dal suo Casello. Basterà contattarla allo 051983468.

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