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Iperconnessi e così soli Che fortuna trovare un’amica come Jessica

di Monica Tappa
Iperconnessi e così soli Che fortuna trovare un’amica come Jessica

Un libro diventato un successo tra le tribù dei giovanissimi Andrew Norriss: «Incontrare una come lei aiuta a crescere»

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“Francis non ha mai avuto una amica come Jessica. È la prima persona con cui riesce ad essere se stesso. Jessica non ha mai avuto un amico come Francis. È la prima persona che sia mai riuscita a vederla” si legge nella quarta di copertina di “Da quando ho incontrato Jessica”,edizioni Il Castoro, che è diventato in pochissimo tempo, grazie a un passaparola incessante, uno dei romanzi più letti dell'anno tra i ragazzini di dieci, undici e dodici anni.

Scritto da Andrew Norriss, autore scozzese che vive in un paesino dello Hampshire con la sua famiglia dove, per divertirsi, recita in una piccola compagnia teatrale, canta nei cori in chiesa e qualche volta va al cinema, è «un libro prezioso - afferma convinta la traduttrice italiana, Claudia Valentini - perché riesce a parlare ai più giovani di argomenti come la depressione, la solitudine, la morte e l'assenza di persone care, il suicidio, il bullismo e anche, velata e tra le righe, la scoperta della propria identità di genere, oltre alla messa in discussione dei ruoli fissi e rigidi imposti dalla società, muovendosi agile e leggero come la migliore delle ballerine classiche e senza banalizzare mai».

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«Credo - le fa eco Andrew Norriss- che incontrare qualcuno come Jessica nella propria vita, mentre si sta crescendo, sia un grandissimo aiuto. Ma non tutti sono così fortunati da sperimentarlo. Avere al tuo fianco qualcuno che ti capisce, che è interessato alle stesse cose che ami, e che condivide con te alcune delle tue passioni ed entusiasmi, significa avere il sostegno migliore mentre navighi nelle acque turbolente dell'adolescenza. Sfortunatamente, a moltissimi di noi tocca farlo da soli, e ciò rende il proprio viaggio molto più difficile. Non impossibile, ma decisamente più difficile».

«Quando ho inviato la traduzione di “Jessica's Ghost” a un editore - continua Claudia Valentini - che in italiano è diventato “Da quando ho incontrato Jessica”, ricordo d’aver scritto nella mail che era molto difficile per me lasciare andare quel libro, staccarmi dai personaggi e dalle loro storie. Mi è entrato nel cuore soprattutto per i temi che affronta, intensi e importanti ma trattati con una delicatezza unica, con tanto di momenti simpatici e una spruzzata di ironia qua e là a condirlo al punto giusto».

«Sempre iperconnessi, eppure così soli riassume molto bene la condizione di molti ragazzi di oggi - conclude Norriss - Stiamo ancora valutando i pro e i contro di vivere la propria vita con uno smartphone. In teoria, dovrebbe essere molto più semplice connettersi con la propria “tribù” (e conosco ragazzi a cui è successo), ma può anche ingigantire il senso d’isolamento e separazione dagli altri - e questo ancora prima di considerare i pericoli del bullismo o del condizionamento del gruppo».

«Non avevo mai pensato - confida Claudia - che un giorno mi sarei trovata a ragionare su come rendere al meglio un eufemismo, il baratro, per introdurre il tema della depressione, ben diverso dalla tristezza e non certo così popolare nella letteratura per questa fascia d'età, forse perché ritenuto un problema che affligge in prevalenza gli adulti o comunque i ragazzi più grandi».

Già. Non è semplice comprendere e vedere quando si sta superando la sottile linea di confine che separa tristezza e solitudine dal “baratro”, dalla depressione. Non è semplice comprendere cosa accade, dentro alla testa e dietro alle porte chiuse dei ragazzini. Questo romanzo uno spiraglio lo apre. Con delicatezza e rispetto. Non è un caso che piaccia così tanto. Si riconoscono. Leggiamolo anche noi, per conoscerli meglio.

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