Migranti, il sindaco stoppa ulteriori arrivi
Polinago. Tomei: «Con i 4 in ingresso siamo sopra la quota. Le coop non potranno portarne altri»
POLINAGO. Continua a tener banco la questione profughi a Polinago, tra nuovi arrivi che si concretizzano ed altri che sfumano.
Sul primo fronte, si registra l’ingresso in questi giorni di altri quattro richiedenti asilo in un appartamento messo a disposizione da un privato nel capoluogo, secondo il modello della “accoglienza diffusa” che il Comune aveva ribadito di voler seguire anche nella vivace assemblea del 3 novembre. Ovvero, quando esplose la “questione Prato Verde”, l'hotel che il proprietario Paolo Lami non può continuare a tenere chiuso e di cui il modenese L.F. aveva chiesto l’affitto per dare vita a un ampio progetto di accoglienza. Sulla carta infatti la capienza è di 87 posti, cosa che aveva allarmato non poco la comunità e lo stesso sindaco Gian Domenico Tomei, che ha fatto presente i timori alla Prefettura. Di qui lo stop al piano, su cui L.F. tiene comunque a fare le sue precisazioni: «Mi spiace che si sia creato questo allarme - dice - anche perché io sarei arrivato al massimo a ospitare 50 profughi. E avrei stipulato una convenzione con un istituto di vigilanza privata per garantire la sicurezza. Peraltro, avrei preso anche gente di Polinago a lavorare nell’albergo».
Ragioni che L.F. ha rilanciato anche in una lettera indirizzata al Ministero dell’Interno, il quale ha nuovamente interessato della questione la Prefettura di Modena, che il 30 novembre ha ribadito il suo no.
Nonostante questo, il Prato Verde continua a “fare gola” a chi gestisce l’accoglienza, anche da lontano: «Il 23 gennaio a momenti mi veniva un infarto - racconta Tomei - mi arriva una telefonata dalla Cir Food che mi segnala di essere stata contattata da una cooperativa siciliana per un preventivo di 90 pasti monoporzione da consegnare a ragazzi sui 30 anni che sarebbero stati alloggiati al Prato Verde per un anno. Ho chiamato subito la Prefettura, che mi ha garantito che non autorizzerà mai un’operazione del genere». Ma la “caccia” sul territorio continua, vista anche la presenza di un altro grande contenitore come l’ostello della Podesteria di Gombola, in cerca di nuovo gestore con bando in scadenza il 9 febbraio. «Altre tre cooperative ci hanno chiesto di poter fare un sopralluogo in questi giorni - spiega Tomei - noi le accompagneremo di sicuro, ma faremo ben presente che è un luogo finalizzato all’uso turistico: idee diverse sfumano subito. Con gli altri profughi in arrivo, Polinago arriva a 8-10 superando ampiamente la quota 5 che aveva per legge. Non è che siamo diffidenti: i primi quattro alloggiano di fronte a casa mia e questi nuovi saranno davanti a quella del vicesindaco... Ma il nostro dovere l’abbiamo già fatto. Su 8mila Comuni in Italia, solo 2.500 ne hanno accolti: adesso tocca anche agli altri». (dm)
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