Sfila l’uomo a Milano Anche tanta Modena nella creazione dei capi
Tante presentazioni e 37 défilé per 73 collezioni Il recupero del passato la chiave per interpretare il futuro
La prima fashion week milanese senza Franca Sozzani è terminata con un segno tangibile della sua eredità: il supporto ai nuovi designer. E chi se non Giorgio Armani poteva continuare ciò che insieme avevano iniziato? Il Re, che ha chiuso Milano Moda Uomo con la sfilata della sua prima linea, ancora una volta ha messo a disposizione i suoi spazi in via Bergognone per ospitare tre brand internazionali: Moto Guo dalla Malesia, Consistence per la Cina e Taiwan e il giappponese Yoshio Kubo.
Le sfilate in calendario sono state 37, 31 le presentazioni per 30 marchi, 6 le presentazioni su appuntamento, per un totale di 73 collezioni. Hanno calcato le passerelle milanesi per la prima volta Cédric Charlier, Federico Curradi, Malibu 1992, Palm Angels, Wood Wood, mentre Philipp Plein (che sfilerà a New York) ha presentato la sua linea Plein Sport e quella che disegna per Billionaire. Tantissime le conferme tra i nomi storici dell'abbigliamento maschile e alcuni graditissimi ritorni come quelli di Antonio Marras, di Ermenegildo Zegna, di Frankie Morello, di Moschino e di N.21.
Precursori di tante tendenze, i Dsquared2 sono i primi a presentare una sfilata congiunta uomo-donna per l'Autunno Inverno 2017-18 dove il glamour incontra il grunge dando vita al “Glunge”. Dettagli opulenti e femminili si ritrovano sia sui look da uomo che da donna come i bouquet di fiori sugli abiti di lei sono stampati sulle camicie e giacche di lui oltre alle maglie over, proposte in entrambi i guardaroba. Meravigliosi i capispalla over che racchiudono il DNA del marchio, giacche in denim e tela, montoni stampati a fiori e gilet black & white. I nuovi Principi per Dolce&Gabbana sono gli “influencer”, le giovani star del web con milioni di followers, una nuova generazione composta da “figli di”, blogger, youtubers e socialite, ma anche ragazzi normali diventati noti sul web. Nelle 112 uscite della sfilata ecco pigiami di cotone stampati a motivi araldici, piumini patchwork oversize, abiti in broccato o in lana nera, ricamati con animali come leoni e leopardi, giubbini di jeans, scarpe da tennis e ciabatte in pelliccia, babbucce ricamate e bomber di peluche con il cappuccio a forma di testa di lupo, orso o volpe.
Ermanno Scervino accosta leisurewear e sartoriale, fit aderenti e vestibilità più rilassate, texture prettamente maschili come Principe di Galles o pied-de-poule trattati e rielaborati con innovativi processi tecnici. I capispalla, mono o doppiopetto, rigorosamente grigi, sono abbinati a camicie senza colletto in pashmina e a pantaloni alla cavallerizza con bande laterali. Giacca e cappotto cammello in cachemire double sono interamente decostruiti, caldi ed eleganti ma assolutamente moderni. La contemporaneità delle giacche in velluto esaltata invece dagli inserti in neoprene a contrasto sotto il collo e i revers. Il parka e il bomber, dal fit strutturato, sono proposti in tinta unita con raffinata trama a nido d'ape, con polsini e colletto in felpa a righe rosso e avorio dal gusto college, oppure con ricami all over di fiori e dragoni. Per la sera irrinunciabile lo smoking.
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