Anno giudiziario, a Modena processi lenti
Per un rito penale collegiale servono 953 giorni: nessuno fa peggio in Emilia Romagna
BOLOGNA. Prescrizione in aumento costante, soprattutto in secondo grado. E' uno degli elementi segnalati nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario nel distretto di Bologna dal presidente della Corte di Appello Giuseppe Colonna. I dati confermano che la prescrizione, ha detto, "diviene fonte di una sorta di impunit, che certamente nuoce sia all'interesse pubblico, che vorrebbe che ad ogni violazione grave corrispondesse la irrogazione di una pena, sia alla stessa durata dei processi, incentivando le lungaggini nei procedimenti di primo grado e la proposizione degli appelli".
Anche per questo, ha aggiunto Colonna, "rimane fondamentale un potenziamento degli organici che, riducendo i tempi dei processi, disincentiverebbe anche gli appelli", soprattutto in appello, "collo di bottiglia che rallenta enormemente l'andamento della giustizia", civile e penale. In secondo grado, infatti, le sentenze di prescrizione sono state 1.182: quasi uno su cinque (19,4%) dei processi definiti.
Oltre ad essere argomento "ancora non risolto dal Parlamento", ha detto inoltre Colonna, la prescrizione "costituisce una aspettativa formidabile per chi impugna la sentenza a fronte di una situazione di arretrato penale tale da renderla probabile nel corso del giudizio di appello, soprattutto per i reati contravvenzionali".
Nel periodo che va dal primo luglio 2015 al 30 luglio 2016, nei tribunali emiliano-romagnoli i procedimenti definiti con archiviazioni o sentenze per prescrizione davanti ai Gip-Gup sono stati 7.694, il 12,1% di quelli definiti (l'anno prima 4.748, pari al 7,2%); sempre in primo grado, davanti ai giudici monocratici andato prescritto il 12% dei processi, il 3,9% davanti ai collegi.
Legato alla prescrizione c'è poi il tema della durata dei processi, mediamente di 488 giorni per il rito penale collegiale (a fronte dei 468 giorni del periodo precedente), con il tribunale di Piacenza che è risultato il più veloce (177 giorni) e Modena il più lento (953), soprattutto a causa dell'assenza di un giudice per motivi di salute che ha fatto rinviare diversi processi di cui molti piuttosto importanti anche medicaticamente; 350 giorni è la media per il monocratico (a fronte di 301 giorni), con più celere Ravenna, 199, e meno veloce Rimini, 584. La durata dei giudizi in appello è stata invece di 748 giorni, con una riduzione di 137, "dovuta all'attenzione prestata allo smaltimento dell'arretrato, malgrado il numero di sopravvenienze". Nel penale, infatti, le pendenze sono state 18.454 (+7,3%) in Corte di Appello, che anche per il settore civile deve smaltire 15.199 procedimenti pendenti, +1,8%. Qui le cause hanno una durata media di tre anni e nove mesi.
E' per questi motivi che Colonna, nel suo intervento, si soffermato sul problema dell'organico "assolutamente insufficiente" della Corte, che non è stata "in alcun modo compresa" negli aumenti che hanno invece riguardato altri uffici, nonostante sia quello in maggiore sofferenza. L'auspicio è allora che questo venga rinforzato "in tempi brevissimi" e non solo per l'arretrato che l'affligge, "ma anche per il concreto rischio che esso sia destinato ad aumentare in misura esponenziale, proprio per effetto dei benefici effetti degli aumenti di organico dei giudici dei Tribunali".
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