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Camposanto, parroco sequestrato e rapinato di notte

di Valentina Corsini
Camposanto, parroco sequestrato e rapinato di notte

Fanno irruzione spaccando il vetro della finestra. Il parroco ferito alle mani, ma nella cassaforte non c’era alcun bottino

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CAMPOSANTO. Sequestrato in casa di notte, maltrattato e rapinato per la seconda volta in poco più di un mese.

Don Valter Tardini, parroco 78enne di Camposanto, è caduto nuovamente vittima della banda di tre malviventi incappucciati. Riportando - questa volta - ferite e contusioni.

I balordi sono quasi certamente gli stessi che gli erano già piombati in casa a metà dicembre minacciandolo e rapinandogli i soldi delle cresime. In quel frangente si cercò di minimizzare, ma l’episodio arrivava pochi giorni dopo un furto in pieno giorno in canonica.

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L’ultimo faccia a a faccia il sacerdote l’ha vissuto giovedì notte tra le 2,30 e le 3. Quando i soliti si sono introdotti di nuovo in casa sua, di fianco alla canonica di piazza Gramsci, in pieno centro paese. I rapinatori sono entrati dal retro della casa del parroco e si sono introdotti dentro spaccando la finestra della sua camera da letto.

Don Valter, che stava dormendo, è stato così svegliato di soprassalto. Stando poi a quanto da lui stesso riferito, i malviventi gli avrebbero «intimato di rimanere seduto sul letto mentre loro si concentravano a smurare la cassaforte, prendendola a picconate. Salvo accorgersi, una volta aperta, che era vuota». Quanto alle ferite riportate dal parroco, stando sempre al racconto del sacerdote ad alcuni vicini accorsi in suo aiuto in quanto l’allarme di casa di Don Valter è collegato al loro cellulare, se le sarebbe procurate «nella rottura dei vetri della finestra». Ma, non è affatto escluso che l’abbiano malmenato, per farsi dire dove si trovasse la cassaforte. Salvo poi fuggire a mani vuote, visto che non conteneva nulla da rubare. Se già in occasione della prima rapina, quella di metà dicembre, il parroco aveva cercato di rabbonire i balordi, predicando loro il catechismo e asserendo che i soldi gli erano stati chiesti “in modo amichevole”, anche questa volta don Valter, evidentemente scosso e confuso per l’accaduto, ha provato a smorzare i toni.

In un’altra versione fornita, il sacerdote avrebbe addirittura detto che «le ferite gli sono state curate da quei tre uomini».

Fatto sta che l’assalto di giovedì notte è la terza visita indesiderata che il parroco subisce in poco più di un mese. Tutto iniziò con il semplice furto del portafogli ad inizio dicembre, a cui fece seguito la prima rapina in cui gli vennero sottratti dietro minaccia i soldi delle cresime e, infine, l’ultima (dalle tante “versioni”) dell’altra notte.

Un’escalation di criminalità e violenza che mai come in quest’ultimi tempi si era registrata a Camposanto. Tanto da colpire più volte la stessa persona, per giunta un sacerdote.

Non solo, perché poco più di una settimana fa, anche il titolare cinese del bar Juli, che si trova sempre su piazza Gramsci, aveva subito la tentata rapina messa a segno dai due operai di San Prospero e Bomporto, poi fermati dai carabinieri della Compagnia di Carpi.

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