Gazzetta di Modena

Modena

Da Piandelagotti il fieno per i terremotati

di Daniele Montanari
Da Piandelagotti il fieno per i terremotati

Catena di aiuti tra allevatori per sostenere l’attività di un collega che voleva mollare tutto

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Di aiuti nel centro Italia tormentato da terremoto e neve ne sono arrivati tanti. Ma forse nessuno come quello partito stanotte da Piandelagotti (Frassinoro) alle 4 con alcuni agricoltori dell'Appennino, che hanno voluto portare a un collega in difficoltà la base di ogni allevamento: il fieno. Tanto fieno, un camion con una quarantina di rotoballe da 4,2 quintali l'una, totale di circa 16 tonnellate che basteranno per un mese, e anche più. L'iniziativa unisce il fronte modenese a quello reggiano, coinvolgendo nel primo caso le aziende agricole di Piandelagotti gestite da Stefano Capitani e Domenico Palandri, nel secondo l'azienda San Martino di Domenico e Dante Raggioli attiva nella campagna di Corneto (Toano). Ieri pomeriggio sono stati pazientemente caricati i “balloni” su un camion messo a disposizione gratuitamente da Uber Campi di Villa Minozzo, che fa commercio di legna. Il gasolio e l'autostrada invece ce li ha messi la gente di Piandelagotti: dall'Albergo Alpino di Ferdinando Lunardi alle altre attività e tante persone che hanno partecipato alla colletta. Destinazione la campagna di Pieve Torina (Macerata), il cui dramma è stato raccontato anche da Corrado Formigli giovedì sera a “Piazza pulita”, su La7. In particolare, quel che resta dell'allevamento di bovini (ma anche cavalli e asini) del giovane Guido Bertocci, che ha investito tanto per far partire l'attività e si ritrova ora con una stalla crollata. Dormendo in un camper, ha provato ad andare avanti lo stesso, ma ora sta per mollare. «Quando l'ho chiamato piangeva – racconta Domenico Raggioli – mi ha spiegato che aveva i cavalli rimasti con le coliche perché gli si è bagnato il fieno, riparato solo da alcuni teli. “Non ne posso più, io vendo gli animali e rinuncio” mi ha detto. “Tu non vendi niente – gli ho risposto – stai tranquillo che il fieno te lo porto io con alcuni amici e te lo sistemiamo per bene all'asciutto”. Noi agricoltori siamo fatti così: facciamo un lavoro con tante difficoltà e siamo solidali tra noi, quando c'è uno in crisi». A lui Domenico è arrivato tramite una catena di conoscenti, chiedendo se era possibile aiutare qualche agricoltore delle Marche, e individuatolo è partita la mobilitazione: «Siamo fieri di portare giù il nostro fieno raccolto quest'estate – sottolinea Stefano Capitani – perché sarà un aiuto vero a un collega così provato. E anche la reazione del paese qui, quando si è sparsa la notizia, è stata bellissima: in tantissimi hanno voluto dare qualcosa per il viaggio». «Certo che ci faceva comodo tenere questo fieno – nota Domenico Raggioli – ma c'è chi ne ha più bisogno. Dalle nostre parti siamo abituati ad essere magari un po' più poveri di cose, ma ricchi di cuore».

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