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Ecco dove conviene di più fare la spesa a Modena

Ecco dove conviene di più fare la spesa a Modena

Sono stati presi in esame 308 prodotti. Esselunga e Ipercoop si contendono il primato, bene anche Unes e Conad

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MODENA. Modena, distretto ceramico e Terre d’Argine sono le zone della nostra provincia dove è più conveniente fare la spesa, a differenza dei comuni dell’Appennino dove il carrello della spesa, per i residenti, è più dispendioso.

Esselunga e Ipercoop tra gli ipermercati dove si risparmia di più, con un leggero vantaggio, su alcuni prodotti, della prima rispetto al secondo. Tra le due grandi catene di distribuzione si inserisce, nella categoria supermercati, l’Unes che in città vanta un punto vendita. Buona anche la performance di Conad.

E’ la sintesi della 22esima indagine presentata da Federconsumatori di Modena che, come ogni anno, presenta l’osservatorio dei prezzi praticati nei supermercati, ipermercati e discount della provincia. Un’analisi che ha preso in esame 308 prodotti e ha coinvolto complessivamente 41 punti vendita distinti, a seconda della superfice, tra supermercati, ipermercati e discount. La rilevazione dei prezzi è stata fatta tra il 17 e il 29 ottobre del 2016.

«L’obiettivo, ha dichiarato Maurizio Guidotto presidente di Federconsumatori Modena, è quello di stimolare ancora di più la concorrenza fra le diverse catene distributrici presenti nella nostra provincia, favorendo così le famiglie ed i consumatori».

La competitività abbassa i prezzi ed è questo l’aspetto che emerge dall’insieme dei dati che sono stati presentati dai curatori dell’indagine Sandro Dima e Pamela Bussetti.

«A Modena, Carpi e Sassuolo, territori con la più elevata concentrazione e differenziazione di ipermercati e punti vendita, ha spiegato Sandro Dima, i prezzi sono più vantaggiosi». Per la rilevazione gli esperti di Federconsumatori, adeguatamente formati, hanno analizzato, di ogni singolo prodotto, il prezzo esposto, quello scontato e in promozione importo che è stato suddiviso in quattro categorie: grandi marche (94 prodotti) che riguardano i brand con diffusione nazionale, interregionale o regionale.

I prodotti a marchio o private label (87) che si riferiscono al distributore e sono uno dei punti di maggiore concentrazione delle grandi catene che promuovono nei settori di maggiore commercializzazione i prodotti col proprio marchio. I primi prezzi (93) che si riferiscono a marche generiche il cui prezzo, al momento della rilevazione, risulta essere il più basso tra quelli esposti in vendita.

L’ultima categoria riguarda i prodotti freschi (34) che sono gli alimentari reperibili come ad esempio il pane, la carne, il pesce, la frutta e la verdura, nei banchi freschi e di gastronomia.

Stando all’indagine il livello dei prezzi di importo più contenuto per i carrelli “grandi marche” e “private label” è stato registrato negli ipermercati, ossia nei punti vendita di dimensioni maggiori o uguali a 2.500 metri quadrati.

In questo caso la differenza dei prezzi tra Esselunga e Ipercoop è quasi inesistente e se la catena alimentare, fondata da Caprotti, primeggia nei prezzi interi rilevati nei supermercati, fare la spesa di prodotti freschi è più vantaggioso recarsi all’Ipercoop GrandEmilia.

Rispetto ai due indicatori precedenti, invece, il carrello “primi prezzi” presenta una variabilità più accentuata. In questo caso la tipologia di punti vendita più concorrenziale risultano essere i discount. Nella categoria degli ipermercati a Conad spetta il podio dei prodotti “private label”, seguito da Ipercoop e Coop. Quarta in classifica Esselunga.

Nel presentare l’indagine il presidente Maurizio Guidotto ha spiegato che tra gli obiettivi «non rientra quello di individuare il punto vendita più conveniente in assoluto e tantomeno influenzare il mercato».

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