Giunta, ipotesi Bosi vicesindaco
La Sinistra si compatta e spinge per il cambio: più probabili “solo” nuove deleghe
«Una manovra di bilancio che si muove nell'alveo delle politiche di centrosinistra, che caratterizzano questa amministrazione e il suo programma di governo: un campo largo di centrosinistra che, a partire dalla firma del patto per la crescita, ha obiettivi chiari di lotta alla diseguaglianze, risposta a nuovi bisogni e politiche di investimento per creare occupazione». Così il Pd, per iniziativa del segretario cittadino e consigliere comunale Andrea Bortolamasi, benedice il bilancio che politicamente avrà strascichi ulteriori. Spiccano - come dicevamo ieri - sia una ritrovata distensione nel voto favorevole di Sel e di Fas-Si sia la “sorpresa” dell'astensione di Per Me Modena, gruppo di sinistra nei banchi della minoranza. Così, in vista del rimpasto di deleghe che in questo senso riguarderà soprattutto l'assessore entrato in giunta l'anno scorso in quota Sel Andrea Bosi (il sindaco gli affiderà più responsabilità) i gruppi consiliari in questione potrebbero tentare il colpaccio. Ovvero, contribuire magari a fare dello stesso Bosi il nuovo vicesindaco. Se tutto è ancora in movimento, la strada sarebbe quella di aggregare tutti i consiglieri di sinistra: o tramite un nuovo gruppo consiliare unico, o mantenendo le sigle attuali in consiglio ma all'insegna di una nuova federazione esterna sul modello «Sinistra per Modena». Se davvero si vorrà fare sul serio (lunedì 30 Muzzarelli e Bosi ne dovrebbero parlare ad un incontro già fissato), l’attuale assessore al lavoro dovrebbe scalzare l'attuale vicesindaco Gianpietro Cavazza: è vero che ultimamente la presidente del consiglio Francesca Maletti non l'ha più difeso, e che magari per il diretto interessato lasciare il ruolo di vice significherebbe guadagnare magari altre deleghe, ma il passaggio non è ancora scontato. In tutto questo, rischiano di rimanere più soli i consiglieri “progressisti” tuttora presenti nel gruppo di Bortolamasi presieduto da Grazia Baracchi, ovvero coloro che al referendum costituzionale hanno votato o avrebbero voluto votare no. È il caso dell'ex capogruppo Paolo Trande che, osservano i ben informati, non ha partecipato più di tanto alla seduta del bilancio.
Chi l'ha sentito, parla di un Trande critico verso il partito anche e soprattutto in vista della convention di Rimini questo fine settimana, ma in ogni caso tentato dall'andare oltre Modena correndo alle prossime parlamentarie Dem al fianco di Maria Cecilia Guerra. Anche se, di nuovo, c'è già ressa: diversi altri parlamentari modenesi uscenti si stanno preparando a un prossimo giro.
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