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In due armati assaltano l’Aci di Concordia

In due armati assaltano l’Aci di Concordia

La rapina ieri, nel pieno di preoccupazioni e mezze smentite sulla chiusura della caserma carabinieri

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CONCORDIA. Nel pieno delle mezze smentite, cadute dalle nuvole, sorpresa per la soppressione della caserma dei carabinieri di Concordia, ecco una “rassicurante” rapina a mano armata all’aci di via Mazzini. L’ha segnalata con disappunto ieri sera sui social network il consigliere comunale di minoranza Riccardo Zanini, tra i primi a preoccuparsi per la chiusura, di fatto della ormai centenaria caserma. A commettere la rapina due uomini con il volto travisato da un cappello e dalla sciarpa, che si sono presentati in armati di pistola alla commessa dell’associazione, all’orario di chiusura. Le hanno intimato di consegnare l’incasso e di aprire la cassaforte, portandosi via tutto quello che c’era dentro, alcune migliaia di euro. La ragazza, spaventata, li ha assecondati, ma poco più tardi, anche in virtù dell’allarme sicurezza che si è diffuso in paese, nei negozi e nelle poche case abitate del centro c’era parecchiae nuova preoccupazione.

E così si vive su due livelli; da una parte gli sfoghi di piazza e sui social dei concordiesi, dall’altre le assopite reazioni istituzionali alla notizia divenuta di dominio pubblico prima della ufficializzazione. Ovvero che tra pochi giorni sarà di fatto smantellata la caserma dei carabinieri, peraltro allestita da alcuni anni presso il nuovo municipio, nel quale si era previsto giusto di tenere un carabiniere-impiegato in orari di ufficio e ristretti. Si era, perchè la reazione ieri è stata sfuggente. Mentre in municipio tutti sono al corrente e si sono ovviamente accorti del trasloco dell’Arma, in corso negli uffici dello stesso municipio, a livello istituzionale c’è stata solo una prima - e non ufficiale - smentita. Ieri, per cercare di avere riscontri, il sindaco Prandini ha chiamato il Prefetto. Per oggi - l’indomani della rapina - è attesa una nota di distinguo e di precisazioni sulle forme di permanenza dei carabinieri in paese. Dopo le reazioni, si sta pensando insomma a rafforzare almeno in questa fase la presenza saltuaria dei militari in paese. Di certo, non potranno essere smentite le condizioni di abbandono in cui versa la storica caserma, per la quale tre anni fa - sempre smentendo - erano stati annunciati imminenti lavori di ristrutturazione. Nè potrà essere smentito quanto già a conoscenza dei consiglieri comunali, ovvero che un mese fa i carabinieri hanno rinunciato all’appartamento di servizio e al garage che erano stati messi a disposizione, o anche che in questi giorni è in corso lo smantellamento del presidio, come testimoniano i dipendenti comunali che vedono.

“Ladri, fatevi sotto che c’è posto”, ironizzava ieri qualcuno sui social. Intanto l’onorevole Palmizio, sollecitato dal consigliere dell’Unione Area Nord Platis, ha annunciato un’interrogazione. Ma a questo punto l’unica speranza è che il bailamme delle proteste possa bloccare - con o senza smentite - un iter evidente e in corso.

«Il sindaco sarà chiamato a rispondere in Consiglio Comunale di questa situazione e dovrà convincerci che neppure lui sapeva nulla...», incalza il consigliere Zanini. (ase)

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