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Prima dei soldi c’erano stati altri 3 incontri

Prima dei soldi c’erano stati altri 3 incontri

Come l’indagine rivela il gioco dei due: dal biglietto ricevuto dai Levoni allo “scaricabarile” finale

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Ma i due agivano di comune accordo oppure ognuno non sapeva nulla dell'altro? O meglio il coordinatore dei SiCobas non c’entra nulla con l’operato di Piccinini, colui che si intasca la busta da 5mila euro? In base a quanto si è saputo quello dell’altra mattina alla Alcar Uno, quello conclusosi con il blitz della polizia, è stato solo l’ultimo degli incontri che vi erano stati tra Milani e Piccinini e i due fratelli Levoni. In precedenza ve ne erano stai almeno due o tre e anche quegli incontri, “ascoltati” dalla polizia, hanno fornito parecchie prove che i due giocassero allo stesso gioco. Secondo alcune indiscrezioni, il modus operandi prevedeva parecchie giornate di battaglia, con scontri e rimostranze, un lungo stato di tensione che preludeva all’entrata in scena del cosiddetto “mediatore sindacale”, ovvero la figura di Piccinini. A quanto sembra, ai fratelli Levoni arrivò un biglietto, una specie di lettera nella quale lo stesso Piccinini si offriva come interlocutore: «So che ora avete bisogno, io posso fare da intermediario tra voi e quel sindacato» era questo il senso. È proprio questo biglietto che spinge i Levoni ad affidarsi alla squadra Mobile che ha constatato come i due giocassero, nei vari incontri, al “poliziotto buono” e al poliziotto cattivo”, ovvero Piccinini che promette di tenere calmi i sindacati e l’altro pronto al pugno di ferro e viceversa. Come pare pure Milani sosteneva lo stesso gioco: era stato più volte in azienda dai Levoni con Piccinini, e a volte i ruoli di buono e cattivo si scambiavano. Il video di 23 secondi è stato estratto da un incontro durato due ore mezza, un incontro che evidenzia che i due parlassero della stessa cosa. Ripetutamente si parla di 90mila euro in cash per la cassa di resistenza, che esiste in modo legale, dove i soldi arrivano ma in modo ben tracciabile non certo in nero e in tranche in varie date. I soldi sarebbero serviti per tenere buona “la frangia più estremista dei Si Cobas”. In ogni caso pare proprio che non sia finita qui: l’indagine è ampia e coinvolge anche altre persone. Quanto al blitz, una volta bloccati, la scenetta è stata questa: Piccinini è sbiancato e ha balbettato “i soldi non sono miei, li sto dando a Milani” e l’altro “No. no, io non li voglio”. In pochi secondi i due si stavano scaricando, non si conoscevano più.

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