Teatro Carani: la trattativa è ancora in un vicolo cieco
L’assessore Pigoni: «Tre le offerte del Comune per riaprirlo e ridarlo alla città» «Silenzio della proprietà». Alternative saranno il Crogiolo Marazzi e S. Francesco
«“Nessuna novità sul fronte della riapertura del teatro Carani»: è stata semplice la risposta data dall’assessore alla cultura Giulia Pigoni a chi le ha chiesto se ci fossero, dopo oltre due anni, buone notizie. La città, infatti, attende da tempo che qualcosa si muova e che il teatro cittadino possa riaprire i battenti e ospitare, come è accaduto per decenni, spettacoli, concerti ed eventi. Una attesa che va avanti dal 24 ottobre 2014 quando alcuni calcinacci si staccarono dal soffitto, costringendo il sindaco a dichiarare l’inagibilità della struttura. Dopo alcuni mesi di contatti tra Comune e proprietà la situazione entrò in stallo e così è a tutt’oggi. «Sul teatro Carani – ha ribadito l’assessore Pigoni – non ci sono novità. Il Comune, come noto, ha presentato alla proprietà tre proposte modificabili, sulle quali dialogare e contrattare. Ad oggi però nessuno ha accettato di sedersi al tavolo con noi e quindi tutto è fermo». Le prima delle ipotesi avanzate prevede un nuovo contratto d’affitto a breve termine e l’esecuzione dei lavori a carico della proprietà, la seconda prevede un affitto lungo col Comune che potrebbe accollarsi almeno in parte i costi per la riapertura. Terza ipotesi, infine, quella della vendita col Comune che, una volta proprietario, potrebbe investire nella ristrutturazione senza infrangere le regole sulla spesa pubblica che vietano all’ente di ristrutturare un bene non proprio. «I lavori che la proprietà dice di aver fatto – ha puntualizzato Pigoni – non sono sufficienti per la riapertura. Non abbiamo potuto vedere cosa è stato fatto, non avendo più le chiavi, ma per poter riaprire non basta ripristinare il controsoffitto. La legge impone infatti una nuova verifica della Commissione Pubblico Spettacolo per il rilascio ex novo dell’agibilità». La stima, fatta alcuni mesi fa, parla di almeno 2 milioni di euro di lavori e di 3 anni di tempo per realizzarli. Anche se si trovasse un accordo oggi fino al 2020 (dunque dopo le elezioni amministrative) il Carani rimarrebbe chiuso. «La città – ha continuato l’assessore – non può restare senza uno spazio idoneo per il teatro e per gli altri eventi che da sempre sono stati ospitati al Carani e perciò la giunta sta cercando soluzioni. Per la prossima stagione teatrale ci saranno due contenitori in grado di ospitare spettacoli e iniziative ma è certo che non si tratterà del teatro di via Mazzini». I due spazi, stando alle indiscrezioni, sarebbero il Crogiolo Marazzi (che potrebbe essere concesso dall’azienda per alcuni eventi) e l’ex cinema teatro San Francesco, oggetto da diversi mesi di attività di ripristino (con la riapertura del bar e il rifacimento dell’antistante campo da calcio).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
