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Cava Rubbiani, «Acqua inquinata: ora diteci la verità»

Cava Rubbiani, «Acqua inquinata: ora diteci la verità»

«Da mesi attendiamo risposta sull’ammoniaca trovata» «Fontanella sul Percorso Natura, è pericoloso dissetarsi...»

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«Vogliamo la verità su Cava Rubbiani». A parlare sono i residenti di una zona di San Damaso al centro di un caso irrisolto. Nell’estate scorsa sono state trovate concentrazioni di ammoniaca (e manganese) superiori alla norma. Le rilevazioni erano state effettuate in due fasi da tecnici dell’Arpa nell’acqua della cava.

«Dalle parti della cava c’è una fontanella - ha spiegato Sara Gualdi, residente a poche decine di metri dall’area recintata - da cui nessuno beve. Chi passa dal Percorso Natura lo sa però?».

«Il problema dell’ammoniaca è abbastanza serio - ha ripreso Davide Vecchi, abitante dell’area - Se a monte la situazione è a posto e a valle non lo è, vuol dire che è successo qualcosa. Siamo decisamente preoccupati. Se l’ammoniaca arriva più in profondità diventa un problema: tutti utilizzano i pozzi per irrigare. C’è chi ha visto scaricare qualcosa nella cava».

«Se passano di notte chi li vede? - ha domandato Maria Bernardi, ricordando un furto avvenuto dietro casa sua - Non ci sentiamo sicuri».

Gli abitanti hanno chiesto di blindare i due passaggi (dagli stradello Cave Rubbiani e Cave Montorsi) con massi, non con catene e lucchetti. «Se il passaggio è chiuso nessuno viene a scaricare la roba», ha ripreso Bernardi. Un’ipotesi sollevata già mesi fa da Emilio Salemme con un esposto in Procura. «Siamo convinti che ci siano eco-reati che vanno indagati - ha sottolineato il delegato responsabile della Lega anticaccia di Modena - perché o c’è qualcosa che è stato tombato o c’è qualcuno che viene a versare sostanze. Se venisse dimostrato un inquinamento da bonificare, il responsabile della bonifica è il concessionario». Il concessionario è la ditta Granulati Donnini, che ha già sostituito le parti di recinzione scomparse. C’entra con l’ammoniaca nell’acqua? «Il Comune per primo è interessato a capire l’origine - aveva sottolineato mesi fa Giulio Guerzoni - attraverso indagini approfondite che ci auguriamo siano svolte in tempi brevi». L’assessore all’Ambiente ha fornito garanzie sulla potabilità dell’acqua perché «i campi acquiferi per l’uso idropotabile a Modena sono tutti ubicati a monte dell’area in esame». Inoltre, come l’Ausl dopo di lui, aveva assicurato che le falde non comunicano per la presenza di un «setto argilloso impermeabile».

L’assessore ha incontrato i residenti, firmatari di una petizione, lo scorso novembre. «Ancora non abbiamo però visto niente dal Comune», ha esclamato Renata Clò.

Gabriele Farina

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