«Ecco come credito e imprese hanno saputo innovare»
Al congresso di Assiom Forex ieri nella tavola rotonda del pomeriggio si è parlato del rapporto tra credito e innovazione e come questo binomio possa giocare un ruolo vincente nel futuro per l'Italia...
Al congresso di Assiom Forex ieri nella tavola rotonda del pomeriggio si è parlato del rapporto tra credito e innovazione e come questo binomio possa giocare un ruolo vincente nel futuro per l'Italia. Secondo Andrea Munari, Ad Bnl, «il problema risiede nella capacità della banca di innovarsi aprendosi alle nuove tecnologie per offrire servizi sempre migliori e personalizzati per gli imprenditori. In questo modo anche banca e industria potranno recuperare un rapporto che nel tempo, e anche per colpa della grande crisi di questi anni, si è andato perdendo». Un aspetto su cui ha insistito Alessandro Vandelli, Ad Bper, aggiungendo come «pure per una banca che è da sempre a fianco alla piccola e media impresa, ora più che mai bisogna essere vicini agli imprenditori, capirne i progetti e aiutarli a tornare a investire».
Vandelli ha anche sottolineato come quale antidoto alla grande crisi «si siano sviluppate in molte aziende le capacità di rinnovarsi e aprirsi ai mercati internazionali, rappresentando, in non rari casi, l'elemento vincente per le attuali sfide del mercato». Un esempio in questo senso è dato da Florim Ceramiche che, come ha detto il presidente Claudio Lucchese, da anni ha fatto la scelta di rinnovarsi, «eliminando le commodity e concentrandosi solo sull'alto di gamma con l'acquisto di nuovi e costosi macchinari che hanno permesso la creazione di prodotti unici e diffusi in tutto il mondo». Florim è infatti una realtà internazionale in cui l'export vale il 70-80% del fatturato, con particolare attenzione agli Usa, ma senza rinunciare al rapporto con il territorio: lo stesso Lucchese ha annunciato che «investirà 100 milioni per l'apertura di due stabilimenti a Imola e Fiorano».
Di vicinanza al territorio ha anche parlato Stefano Spaggiari, ceo di Expert System, che da Modena è stata capace, scommettendo sull'intelligenza artificiale, di espandersi in tutto il mondo fino a occupare, ad oggi, «240 persone in sette Paesi e 25 milioni di fatturato». Spaggiari ha sottolineato come fare innovazione in Italia sia possibile: «I nostri programmatori non hanno nulla da invidiare rispetto ad altri ma è tuttavia necessario il sostegno del sistema finanziario per la vicinanza e l'appoggio nell'innovazione e nello sviluppo delle idee».
In conclusione, ha riassunto Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, occorre innanzitutto «liberarsi dal fardello degli Npl, un peso che grava sulla capacità di fare attività del sistema creditizio italiano. Questo è importante soprattutto per un Paese che resta ancora molto legato alle banche per potere ottenere finanziamenti necessari all'attività imprenditoriale. Occorre poi investire in innovazione, territorio, capacità e idee, e in questo senso marcia il progetto Industria 4.0, affinché il nostro Paese arrivi preparato alla sfida con il futuro».
Andrea Ancarani
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