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I lavoratori: «Soltanto lui lotta per noi»

Dall’alba sino alle 17, al freddo, saltellando, urlando, formando capannelli, muovendosi come mareggiate che vanno davanti all’ingresso del carcere sino alle aiuole più nel retro. Prima un centinaio,...

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Dall’alba sino alle 17, al freddo, saltellando, urlando, formando capannelli, muovendosi come mareggiate che vanno davanti all’ingresso del carcere sino alle aiuole più nel retro. Prima un centinaio, poi, con l’arrivo di un pullman da Milano e di auto che hanno riempito parcheggi e strade, i manifestanti sono diventati circa trecento. Sloga costanti i cadenzati “ Aldo libero”, “Sciopero, sciopero”, “Chi tocca uno tocca tutti”. Sotto alle bandiere dei SiCobas i lavoratori venuti da tutta la provincia per stare vicini al loro leader. «Lui è quello che ci ha salvato ed è l’unico che ci può salvare. Prima non avevamo niente, nessun diritto, nessun contratto. Se “quelli” si svegliavano e non ci volevano più noi eravamo lasciati a casa, con la famiglie da mantenere. Aldo ha preso in mano le nostre battaglie e le ha vinte. Quello che gli hanno fatto è un inganno, è stato un inganno. Sono tutti d’accordo nel volerlo infangare»: è questo il pensiero di tutti. E quando il loro Aldo esce dal carcere viene portato in trionfo, alzato in aria come quando si vince la coppa del mondo. «Ora è libero, possiamo tornare a lavorare a testa alta», dicono i lavoratori.

Tra questi c’è un gruppo di licenziati, quelli della Global service, quelli proprio della trattativa con i Levoni al centro della querelle. Dicono di aver conosciuto quel Piccinini assieme a Milani. «Ci sono stati degli incontri con noi e c’erano Milani e Piccinini. Quel Piccinini si vedeva che faceva il gioco dei Levoni, diceva che poteva ottenere degli appalti, chiedeva a noi quanti erano disposti a venire da lui. Ma parlava di posti a San Daniele di Udine, lontanissimi, e poi due posti qui, tre là, perché li poteva ottenere. Quasi tutti noi sono otto, dieci anni che siamo qui che lavoravamo per quella ditta. Si vedeva che faceva affari per i Levoni».

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