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Pietro e i suoi fratelli «Vasco è sempre con noi»

Pietro e i suoi fratelli «Vasco è sempre con noi»

Livraga è un piccolo paese in provincia di Lodi, che conta poco più di 2mila anime. Lì c’è un’associazione di amici che anima il borgo, organizzando eventi e feste. Si chiamano “Gruppo Bollicine”,...

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Livraga è un piccolo paese in provincia di Lodi, che conta poco più di 2mila anime. Lì c’è un’associazione di amici che anima il borgo, organizzando eventi e feste. Si chiamano “Gruppo Bollicine”, chiaro rimando alla canzone di Vasco. Di fatto le ultime generazioni di Livraga sono cresciute a pane e Blasco e Pietro Marchesi, 25 anni, non fa eccezione. Anzi. È lui il primo uomo in Italia ad aver acquistato il tagliando per il concerto di Modena. Potrà vantarsi con i fratelli Alessandro e Alessia, più grandi di lui, coloro che gli hanno trasmesso la passione per il Kom. «Grazie a loro ho iniziato ad ascoltarlo fin dalle elementari - ricorda - ma poi ci si è messo anche il primo fidanzato di Alessia e allora la passione è diventata contagiosa. Il primo concerto è stato a San Siro, era il 2007 e da quel momento ho perso quasi il conto degli eventi live. Per questo devo ringraziare il fan club ufficiale “Il Blasco”: sono tra i più piccoli, ma mi hanno fatto sentire subito uno di loro. Mi stavano vicino durante i lunghi viaggi per i concerti più lontani e con loro ho trovato amici che condividono la mia stessa viscerale passione. Ci rivediamo ogni anno, tre-quattro volte almeno. Poi, quando le luci del palco si spengono dopo l’ultimo concerto subentra un po’ di malinconia, che lentamente se ne va quando si inizia a pensare alla imminente ripresa del nuovo tour».

Pietro ha conosciuto Vasco giusto due anni fa, ieri si celebrava la ricorrenza. «Ma non sono mai voluto andare a Zocca - spiega - Quando Vasco torna a casa credo voglia soltanto riposarsi e mai mi sognerei di disturbarlo, magari per strappargli un autografo. È un uomo anche lui, merita di poter avere dei momenti di relax e intimità. Eppure l’anno scorso alcuni amici mi hanno quasi costretto a salire sull’Appennino, per fortuna lui non c’era. Avevo sempre voluto considerare Zocca un paese misterioso, magico, da non violare. Alla fine l’ho fatto, mi spiace. Come non mi dispiacerà, invece, arrivare a Modena con largo anticipo: stiamo contando i giorni che mancano al 1 luglio. Ci accamperemo alcuni giorni prima perché l’obiettivo è sempre lo stesso: godersi la festa che ogni evento di Vasco riserva, in una giornata speciale come i suoi 40 anni di attività e in un concerto sontuoso». (fd)

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