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Rio Cogorno, pool di esperti per evitare nuove esondazioni

Rio Cogorno, pool di esperti per evitare nuove esondazioni

PAVULLO. Un summit con Hera, Atersir, Arpa, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, Protezione civile ed Enac per stendere un piano che scongiuri a Pavullo altri allagamenti in via Marchiani...

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PAVULLO. Un summit con Hera, Atersir, Arpa, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, Protezione civile ed Enac per stendere un piano che scongiuri a Pavullo altri allagamenti in via Marchiani come quello del luglio 2014. È quanto si è impegnato a chiedere il Comune approvando all’unanimità giovedì sera la mozione presentata dal 5 Stelle Davide Venturelli e Fabio Catani sullo stato del canale tombato del rio Cogorno, che passa proprio sotto la principale direttrice del paese. Prima di arrivare nella zona piscina infatti - tra via Mascagni, via Marchiani e via Gianelli - attraversa un tratto che non riesce più a sostenerne la portata in caso di “bombe d’acqua”, causando allagamenti di garage e scantinati. Ritenendo insufficiente il report sull’attività di pulizia svolta fornito da Hera in occasione di una precedente interrogazione, Venturelli ha chiesto un tavolo tecnico che quantifichi le opere necessarie entro 12 mesi e quindi un incontro per riferire ai cittadini della situazione. Esigenza che, tra le fila dell’opposizione, è stata condivisa anche dal gruppo Pd della Torre: Stefano Iseppi aveva chiesto addirittura di destinare allo scopo tutti i proventi urbanistici della fase 2 del Poc, ma la proposta è stata respinta perché quei fondi potrebbero servire anche per altre spese.

«Non avevamo in ogni caso bisogno di questa mozione per affrontare il tema – ha sottolineato l’assessore Gian Luca Muzzarelli – perché l’esigenza di un tavolo tecnico è maturata già il 15 novembre in un incontro che abbiamo avuto con Hera in cui la società ci ha detto che ha intenzione di scaricare sul Cogorno altre acque dalla zona di Gaiato, Renno e Piantacroce. Non vi nascondo che alla notizia il sindaco ha fatto un salto sulla sedia, sapendo che già ora il tratto tombato più a monte non è idoneo a sopportare carichi d’acqua molto forti, tanto che verrà ispezionato a primavera. C’è tutto il bisogno di rivedersi, dunque, e con una pluralità di enti perché in caso di esondazione il problema non riguarda certo solo Pavullo». (dm)

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