«Smeraldi decideva tutto da solo»
Commozione e senso di impotenza nei tanti interventi in Aula
VIGNOLA. La replica del presidente del Consiglio Marco Sirotti alle parole al fulmicotone di Smeraldi non si è fatta attendere. Innanzitutto Sirotti ha detto di non volere utilizzare la macchina “spara sisso” del sindaco, ed è partito anche a lui a ricordare il giorno delle elezioni, in cui “si è compiuta la democrazia. Ci avevano definito l’armata Brancaleone - ha proseguito - e quella definizione ci è piaciuta. Vedevamo nella diversità un elemento di ricchezza. Sono nati rapporti, amicizie, affetti sinceri. Non voglio celebrare il funerale di questi rapporti ancora vivi e sinceri. Chi non ha capito questa ricchezza, chi non ha fatto la sintesi, è stato il sindaco. Ci siamo spesso trovati a prendere decisioni già prese. È successo con la polizia municipale, con l’Asp, con l’isola pedonale per le scuole medie, con i costi e le nomine dei dirigenti, col senso unico di via Libertà, col trasferimento della Coop. Questa modalità pian piano disaffeziona dal progetto comune. C’era sempre meno gente alle riunioni, non venivamo ascoltati, alcuni critici venivano allontanati od offesi».
Parlando poi della cosiddetta “cabina di regia” dei rappresentanti delle tre liste, che dovevano collaborare a stretto contatto col sindaco e fungere da contatto con la base, Sirotti ha sentenziato: «La cabina di regia è stata usata per la funzione opposta, per persuadere i rappresentanti delle liste dell’importanza della Coop. Coop, Coop, Coop! Una vera ossessione (per il sindaco)».
Alle parole di Sirotti sono poi seguiti gli interventi di quasi tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, che hanno motivato le loro rispettive scelte. Tra questi Enzo Cavani (Vignola Cambia) ha parlato della “peggiore delle fini, dovuta a un abbraccio venefico”; l’assessore Erio Ricchi ha espresso “profondo rammarico” e Mauro Minozzi (Città di Vignola) ha detto: «Vignola per Tutti ha solo la cultura dell’opposizione». Giancarlo Gasparini (Pd) ha commentato: «Io sono turbato e triste da questo momento. Non c’è senso di rivincita. Purtroppo stiamo assistendo al fatto che non c’è più alcuna maggioranza». Francesco Rubbiani (Città di Vignola) si è detto “molto dispiaciuto per il modo e lo stile nei rapporti. Per me c’è uno stile nella politica”. (m.ped.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google