Vignola, Smeraldi sfiduciato, ecco il commissario
Dieci esponenti di Vignola per Tutti, Pd e M5s si dimettono: il Consiglio decade, ma il sindaco già prepara la ricandidatura
VIGNOLA. Il Consiglio comunale è ufficialmente decaduto. Ieri mattina, come era ampiamente nell’aria, 10 consiglieri su 16 hanno firmato le dimissioni di massa. Di conseguenza, Mauro Smeraldi è decaduto dal ruolo di sindaco e con lui è saltato tutto il Consiglio. Tecnicamente, Smeraldi rimarrà in carica ancora solo qualche giorno, giusto il tempo che il Prefetto nomini un commissario per Vignola, che avrà il compito, a sua volta, di svolgere per il Comune l’ordinaria amministrazione e di assumere solo le decisioni più urgenti e indifferibili. Poi si tornerà alle urne, probabilmente (ma non è ancora detto) entro la primavera, per eleggere sia un nuovo sindaco che un nuovo Consiglio comunale.
Finisce così, con un consiglio comunale fiume (oltre tre ore e mezza di durata), segnato da una partecipazione altissima (sala consigliare gremita in ogni ordine di posti, tanto che una ragazza tra il pubblico a un certo punto ha accusato un piccolo malore e la seduta è stata sospesa alcuni minuti per consentire i soccorsi), da interventi “a muso duro” da una parte e dall’altra, da applausi tra il pubblico per i vari interventi, da tante lacrime (tra cui quelle di Stefania Montaguti di Vignola Cambia ma anche quelle di Nadia Piseddu dei 5 Stelle, che pure ha firmato le sue dimissioni) e da altrettanta emozione (palpabili e comprensibili le voci “rotte” e cariche di emozione di tanti consiglieri, compreso naturalmente il sindaco), la “stagione civica” di Vignola, che aveva scalzato il dominio ultrasettantennale del Pd.
La legislatura Smeraldi, numeri alla mano, è durata due anni e mezzo. Era iniziata in una notte di giugno 2014, dopo la vittoria al ballottaggio contro ogni pronostico della vigilia, e si è conclusa ieri mattina non per volontà del primo cittadino (Smeraldi non ha mai voluto dimettersi, e ha rivendicato fino all’ultimo il suo ruolo, cercando nei suoi interventi di fare cambiare idea anche ad alcuni consiglieri, specialmente del Pd) ma per quella di 10 consiglieri, che per motivazioni diverse hanno deciso di staccare la spina all’attuale legislatura.
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A firmare le loro dimissioni e a fare quindi cadere sindaco e consiglio sono stati: Marco Sirotti, Roberta Amidei, Gianfranco Uguzzoni e Claudia Grandi di “Vignola per Tutti”, poi Federico Clò, Giancarlo Gasparini, Niccolò Pesci e Antonia Zagnoni del Pd, nonché Nadia Piseddu dei 5 Stelle. In ogni caso il primo cittadino non demorde e ha già annunciato, nello stesso Consiglio che doveva celebrare il suo “funerale politico”, che è già pronto a scendere in campo per ripresentarsi davanti agli elettori, al giudizio delle urne. Con lui, oltre alla lista Vignola Cambia, che non ha digerito l’affare Coop, ma che poi alla prova dei fatti ha dimostrato lealtà verso il suo sindaco, ci sarà molto probabilmente anche la lista “Città di Vignola”, anch’essa leale al sindaco in ogni suo componente, e che ha promesso non un addio, ma solo un arrivederci.
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