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Visco bacchetta tutti: governo, banche, Trump

di Stefano Turcato
Visco bacchetta tutti: governo, banche, Trump

«Necessario proseguire nelle riforme, gli istituti razionalizzino i costi eccessivi e il credito cooperativo deve ristrutturarsi, negativo il protezionismo Usa»

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Un monito ai politici per procedere con le riforme, e replica immediata di Gentiloni, qualche bacchettata alle banche perché siano razionalizzati tanti costi, la conferma che Bper sta per acquisire Carife, qualche timore per il protezionismo Usa di Trump, un invito alla Ue per facilitare la cessione dei crediti deteriorati e un’esortazione alle banche di credito cooperativo ad attuare la loro riforma. Sono alcuni dei punti più significativi del lungo intervento di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ieri a Modena Fiere in occasione del congresso di Assiom Forex, come dire tutti i principali operatori italiani dei mercati finanziari. Un intervento già scritto, che Visco ha letto in modo apprezzabile nonostante un lapsus (ha pronunciato riselienza anziché resilienza), ma da questo punto di vista ieri in buona compagnia perché al sindaco Muzzarelli, citando il governatore, è sfuggito un «Vincenzo Visco» anzichè Ignazio: il primo cittadino di Modena ha saputo però correggersi con immediatezza.

«L'Italia deve proseguire con determinazione nelle riforme - ha detto Visco - e non sottovalutare le conseguenze della reazione dei mercati di fronte ad un aumento dell'incertezza sulla determinazione politica a realizzarle. Stabilità e riforme sono elementi essenziali per lo sviluppo. Non ci sono scorciatoie, specie per un Paese gravato da un debito pubblico così pesante».

Sulle banche Visco ha sottolineato che «la riforma delle Popolari è necessaria: agevola il rafforzamento patrimoniale delle banche interessate e contribuisce a migliorarne la governance». Visco ha ricordato che in ogni caso «la riforma è stata in gran parte attuata» e che «sono necessarie operazioni di aggregazione per conseguire risparmi di costo ed elevare l'efficienza operativa».

E ancora: «Il contenimento dei costi amministrativi e del lavoro, inclusi quelli della dirigenza, va perseguito con determinazione e incisività, sfruttando tutti gli strumenti al momento disponibili. Sebbene la densità della rete territoriale delle banche italiane (uno sportello ogni 1.993 abitanti) non si discosti molto da quelle degli altri Paesi dell'area euro (in media uno ogni 2.170 abitanti), i margini di razionalizzazione sono ampi per tutti: è indispensabile continuare a rivedere la presenza sul territorio e accrescere la produttività, sfruttando e non subendo l'evoluzione delle tecnologia, del mercato e delle abitudini della clientela». Come dire: avanti con la chiusura degli sportelli. Sulle risorse pubbliche stanziate dal governo per salvare le banche, ha aggiunto che «Mps assorbirà presumibilmente circa un terzo dei 20 miliardi stanziati». Dopo l’invito «alle banche di credito cooperativo e ai relativi istituti centrali di categoria a dare concreta, rapida attuazione alla riforma del settore», Visco ha detto che «le banche italiane devono affrontare con cura la gestione dei crediti deteriorati. Ma gran parte delle sofferenze fa capo a banche in buone condizioni finanziarie che non hanno, quindi, necessità di cederle immediatamente. A giugno scorso i deteriorati delle banche italiane erano pari a 191 miliardi (10,4% dei crediti complessivi) ma le sofferenze nette ammontavano in realtà a 88 miliardi mentre 103 miliardi riguardavano situazioni più favorevoli», vale a dire con prospettive di ritorno. «Per la cessione dei crediti deteriorati le banche avrebbero bisogno di un regolamento europeo che elimini, o attenui, i disincentivi alla cessione in blocco dei prestiti deteriorati».

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