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Modena. Chicco d’Oro, una storia di quasi 60 anni

di Serena Fregni
Modena. Chicco d’Oro, una storia di quasi 60 anni

Dal 1960 il pastificio e gastronomia “Il Chicco d’Oro” in via Selmi 27, nel cuore del centro storico della città, produce pasta e tante altre prelibatezze per i modenesi, ormai clienti affezionati...

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Dal 1960 il pastificio e gastronomia “Il Chicco d’Oro” in via Selmi 27, nel cuore del centro storico della città, produce pasta e tante altre prelibatezze per i modenesi, ormai clienti affezionati del locale di Gabriele Gibertini, che da oltre trent’anni gestisce questo luogo che profuma di storia. «E’ stato aperto dalla famiglia Rossi - racconta Gabriele - e poi trent’anni fa l’ho acquistato io, da quel giorno non me sono più andato».

Dalle vetrine si può ammirare il laboratorio, ancora con lo stile tipico degli anni Sessanta, una scelta voluta da Gabriele, quella di lasciare questo gusto retrò, come anche l’insegna, mai cambiata e sempre la stessa di sessant’anni fa.

«Facciamo prodotti tradizionali, tortelloni di zucca, ricotta e spinaci, lasagne e tortellini ma anche pasta e fagioli che piace tantissimo ai nostri clienti».

Come tanti artigiani anche Gabriele predilige i prodotti a chilometro zero, dalla ricotta dell’appennino modenese, il prosciutto locale e altre materie prime del posto. Tra le novità del pastificio le paste colorate e aromatizzate, molto in voga ultimamente. Si va da quelle aromatizzate al peperoncino, spinaci, rape, pomodoro fino a quelle con farine speciali, dal farro all’integrale, grano saraceno. «Abbiamo una vasta selezione proprio per cercare di andare incontro alle esigenze della clientela, c’è chi preferisce la pasta integrale e chi invece quella ripiena». Per quanto riguarda invece la gastronomia, oltre alla vasta scelta di sughi pronti, il Chicco d’oro ogni giorno cucina frittelle di baccalà, diversi secondi ma il più richiesto rimane il brodo. «E’ uno dei prodotti più richiesti - continua Gabriele - perché nessuno ha più il tempo materiale per seguire la preparazione del brodo e quindi preferisce prenderlo già pronto».

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