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Carpi, disabile scrive a Papa Francesco: «Aiutami»

di Serena Arbizzi
Carpi, disabile scrive a Papa Francesco: «Aiutami»

Marietta Di Sario, costretta sulla sedia a rotelle, chiede di sostenere i familiari che la devono assistere

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«Le mie condizioni peggiorano invece di migliorare e vorrei che chi mi deve aiutare a fare anche le cose più semplici, che non riesco a fare da sola, ricevesse un sostegno economico». Ha scritto anche a Papa Francesco la carpigiana Marietta Di Sario, invalida al 100%, la quale ha difficoltà a svolgere qualsiasi tipo di movimento e, per questo, ha bisogno di qualcuno, accanto a lei, che le presti assistenza. Qualcuno che, sottolinea Marietta, avrebbe diritto a ricevere un compenso, un aiuto economico, dal momento che lei non riesce, da sola, a compiere i normali gesti della quotidianità e ha bisogno che chi è accanto a lei la accudisca.

«Ho avuto la poliomelite da piccola - aggiunge Marietta, che compirà 62 anni in giugno e abita in via Remesina - La mia carrozzina da cinquanta anni continua ad essere la mia compagna di vita, avevo solo 4 anni quando fui colpita dalla malattia, e da allora i ricoveri in ospedale sono la routine della mia esistenza. Ora ho 61 anni e sono invalida civile al 100% agli arti inferiori e superiori: i miei sono stati anni di sofferenze, del corpo e del cuore. Da sola non riesco a compiere neppure il più banale gesto e per stare seduta sulla carrozzina devo portare un busto rigido che mi sostiene. Dipendo completamente, in tutto e per tutto, dagli altri. Anche solo per bere un bicchiere d’acqua, sfogliare un giornale, voltarmi nel letto, dipendo da altre persone. Le mani che hanno scritto la lettera al Papa non sono le mie e non sempre è facile trovare persone disponibili a sopperire a qualsiasi azione che a me non è permesso svolgere. La mia vita è stata sempre una dura prova: oltre alla poliomielite e ai numerosi interventi chirurgici alle articolazioni, ho dovuto affrontare anche un’operazione per asportare un meningioma al cervello. Il mio corpo è stato flagellato, ma nonostante tutto non ho mai smesso di amare la vita. Io chiedo che a chi mi deve assistere venga dato un contributo: mia sorella fino a pochi anni fa poteva beneficiare della legge 104. Ora, però non ha più diritto ad averla. Per questo ho scritto a Papa Francesco, al presidente della Repubblica, alla Camera e al Senato. Dal Senato mi hanno risposto con una lettera molto cortese - conclude Marietta - ma non mi hanno dato segnali concreti di aiuto».

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