La gente sta con Smeraldi: «Non è giusto»
I vignolesi: «Meritava la possibilità di concludere ciò che aveva iniziato». Ma ci sono anche voci critiche
VIGNOLA. La caduta della legislatura Smeraldi era naturalmente l’argomento del giorno ieri mattina in piazza. Tanti i cittadini che discutevano e commentavano quanto accaduto in Consiglio comunale. Ovviamente, c’è chi è d’accordo di avere “staccato la spina” (ma diversi di questi non vogliono esporsi pubblicamente), chi contesta la decisione e anche chi, non seguendo la politica locale, non era ancora informato che presto si tornerà nuovamente alle urne per eleggere un nuovo sindaco.
«Per me non è stato giusto sfiduciare il sindaco - ha detto Giuseppe Tebaldi - Bisognava portare al termine la legislatura e poi giudicarlo alla fine». Un’opinione condivisa anche da Carlo Dari: «Anche secondo me non è stato giusto, bisognava valutare il sindaco alla fine dei cinque anni, ma in Italia funziona così…Cosa è stato risolto?».
Luigi Scaramelli aggiunge: «Non è stato giusto sfiduciare il sindaco, non lo hanno lasciato lavorare. Sulla questione Coop, però, mi astengo dal commentarla. Non sono comunque contento di tornare a votare».
«Per me è stato giusto sfiduciarlo - dice Armando Vandelli - anche perché se il popolo non è unito non va da nessuna parte. Ma siamo al contempo demoralizzati: già c’era poca fiducia, e ora la fiducia è andata a zero. Che futuro stiamo dando ai nostri figli e ai nostri nipoti? Speriamo ora in un buon candidato, magari un giovane».
«Io avrei lasciato finire la legislatura per poi giudicare il sindaco alla fine - ha ribadito Carla Covili - Comunque segnalo che abbiamo molte strade messe male, e ad esempio la piazzetta di via Antonio Tavoni dovrebbe essere più curata».
«Come persona Smeraldi non si discute; è molto serio e preparato - conclude Silviano Rampini - Mi è dispiaciuto per quello che è successo. Diciamo che assieme a lui c’erano persone un po’ particolari, forse un po’ fuori luogo». Altri cittadini interpellati in centro, invece, hanno preferito non esporsi pubblicamente ma erano d'accordo sulla sfiducia a Smeraldi. (m.ped.)
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