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Una sala scommesse a ridosso dello stadio di Carpi ma la Legge dice “no”

di Valeria Cammarota
Una sala scommesse a ridosso dello stadio di Carpi ma la Legge dice “no”

Nuova apertura a soli 180 metri da un impianto sportivo La Regione però vieta attività a pochi passi da luoghi sensibili

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Una nuova sala scommesse verrà aperta in via Lenin, a fianco dell’Autoscuola Sud, nei locali ex Carisbo. Si chiamerà Millennium, realtà del gruppo Novomatic, concessionaria di scommesse sportive che mira a diventare leader nella distribuzione di betting, Vlt e Newslot. La notizia arriva a pochi giorni da quella che vuole in apertura, a giorni, una sala in viale Guido Fassi, gestita da una società cinese e facente parte di Eurobet, il provider di scommesse più importante in Italia.

La sala di via Lenin disterà 180 metri dallo stadio Cabassi, luogo dove giovani e adulti si raccolgono e dove è rischiosa la presenza di una sala scommesse. Soprattutto in virtù del fatto che due mesi fa, come ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini non più tardi di lunedì scorso, l’articolo 48 della Legge regionale 18 del 28 ottobre 2016 - Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili - ha avuto il via libera stabilendo il divieto per “l’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse, nonché la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, in locali che si trovino a una distanza inferiore a 500 metri, calcolati secondo il percorso pedonale più breve, da luoghi sensibili quali istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semi residenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori”.

La questione ha sollevato l’indignazione di un lettore. «Carpi è in Emilia Romagna o è un Comune a statuto speciale? - scrive alla Gazzetta - Com’è possibile che il Comune affermi di non avere alcuna competenza in merito? Di chi dovrebbe essere? Sono tanti i Comuni d’Italia che stanno provvedendo alla chiusura di queste attività: a Carpi si può tutto?».

Capofila in tal senso è stata la Regione Liguria dove i Comuni, in ottemperanza alla legge regionale, hanno adottato regolamenti restrittivi: in molti casi, laddove i Comuni non si siano dotati di regolamento, i sindaci hanno emesso ordinanze mirate alla limitazione di nuove sale gioco e dell’orario di apertura. Svariate quelle soggette alle sentenze della Corte dei Conti o del Tar: molti Comuni hanno vinto i ricorsi; chi ha perso, ha dimostrato di saper prendere posizione in modo deciso.

Una mozione del Pd del 28 maggio 2013 impegnava sindaco e Giunta ad aderire all’appena nato Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo che prevede di utilizzare tutti gli strumenti disponibili - statuti comunali, regolamenti e ordinanze - per contrastare un uso che impegna 6 miliardi l’anno per curare i dipendenti da gioco patologico. Modena, Pavullo, Nonantola, Vignola, Maranello, San Felice, Bomporto, Bastiglia, tra gli altri, vi aderiscono. Carpi no. E in municipio è depositato l’elenco delle sale di prossima apertura mentre dal Comune ci si difende dicendo “di essere a conoscenza delle nuove sale, ma che ci sono autorizzazioni e nulla si può fare”.

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