Arbitro di colore, offese razziste dagli spalti a Modena
Durante una partita di calcio giovanile un genitore si “sfoga” in tribuna: «Vai a raccogliere il cotone»
MODENA Brunel è un giovane ragazzo di colore che da poco tempo ha intrapreso la carriera arbitrale. Va sui campi di periferia e cerca di districarsi, tra i quasi coetanei, tra un fuorigioco e un fallo contestato. A volte sbaglia, a volte ci azzecca, ma sabato pomeriggio Brunel è stato vittima di alcune offese razziali che un genitore gli ha riservato dagli spalti durante una partita che la squadra di casa ha perso 1-0. Ma Brunel, riferiscono i dirigenti responsabili, non ha influito con le sue decisioni sul risultato finale e quindi cade anche l’attenuante - se così si può definire - del match dagli animi accesi.
Eppure chi era presente sulla piccola tribuna del campo di Cognento ha sentito bene quegli epiteti di chiaro stampo razzista: «Vai a raccogliere il cotone», gli ha urlato un genitore a fine gara, seguendo l’ingiuria con qualcosa che si riferisce alle traversie dei richiedenti asilo che cercano di raggiungere l’Italia con i barconi della speranza o della morte, che dir si voglia. «Riprendi il barcone», ha ribadito l’incallito genitore, quasi volesse rimarcare la sua dotta analisi tecnica alla sfida di calcio giovanile.
Brunel probabilmente non ha sentito o se l’ha fatto ha tenuto la rabbia dentro e la riporterà sul referto, che il giudice sportivo prenderà in considerazione nelle prossime ore. Solo in quel momento si avranno eventuali decisioni, che ovviamente vedranno coinvolte le due società, le quali tuttavia non hanno alcuna responsabilità - almeno morale - per quanto avvenuto.
«Ero in campo - spiega un dirigente di casa - ma sinceramente non ho sentito nulla. Questo non significa che non sia accaduto e se per caso l’arbitro dovesse aver fatto rapporto non fuggiremo dalle nostre responsabilità anche se andrò dai genitori a chiedere spiegazioni e i soldi della multa. Non si può, nel 2017, assistere ancora a situazioni del genere, e in questo caso faccio un ragionamento generale: nel caso specifico di Cognento mi riservo di fare verifiche e non faremo un passo indietro. La nostra storia parla di integrazione, non possiamo permettere che qualcuno la infanghi per un’offesa così vile».
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