Export: segnali positivi da ceramica, alimentare e moda
Si chiude in lieve crescita, +0,3%, l'export dei distretti dell'Emilia-Romagna nel terzo trimestre 2016, secondo un ritmo comunque migliore dei distretti italiani (-1,2%), anche se più lento del...
Si chiude in lieve crescita, +0,3%, l'export dei distretti dell'Emilia-Romagna nel terzo trimestre 2016, secondo un ritmo comunque migliore dei distretti italiani (-1,2%), anche se più lento del manifatturiero regionale (+1,2%). Se si considerano i primi 9 mesi del 2016 il dato è decisamente positivo (+2,4%), considerando il rallentamento degli scambi mondiali. Sono i principali dati che emergono dal Monitor dei distretti industriali della regione curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
«A condizionare la decelerazione regionale è stata la debolezza della domanda da parte dei mercati emergenti (-4,1%), hanno pesato soprattutto i problemi incontrati in Cina e Turchia - dice Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - Appaiono totalmente assorbite le difficoltà incontrate sul mercato russo e si rileva un buon andamento in Cile e in India».
Dall'analisi per singolo distretto emerge un quadro a luci e ombre: chiudono il trimestre positivamente 10 distretti su 19. È proseguito il trend positivo sia delle piastrelle di Sassuolo (+6,9%), che ha beneficiato del vivace andamento sui mercati statunitense e tedesco, sia della maglieria e abbigliamento di Carpi (+11,1%), trainata dalle vendite nei grandi paesi europei. Nel settore della meccanica si segnalano i dati negativi dei distretti delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-10,3%), della food machinery di Parma (-20,3%) e delle macchine per l'industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (-13,3% secondo i dati Acimac).
Quasi totalmente positivo il settore alimentare: performance brillanti soprattutto per i salumi di Parma (+12,6%) e del Modenese (+10,6%). Ancora trainante il polo ICT di Bologna e Modena (+5,3%), evidenziando un trend di sviluppo sostenuto su alcuni mercati come Stati Uniti, Germania e Cina. Chiude in negativo il polo biomedicale di Mirandola (-9,2%), penalizzato da alcuni mercati come Francia, Svizzera e Repubblica Ceca.
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