Liutaio salva un prezioso violino
«Mi hanno chiesto la stima di un Pio Sbrighi da 17 mila euro. L’ho riconosciuto: era stato rubato»
È finita con una doppia denuncia per ricettazione il tentativo di vendere un violino Pio Sbrighi del valore di 17 mila euro. A smascherare i due truffatori, un milanese e un napoletano di 45 anni, incensurati, entrambi residenti a Milano, è stato un liutaio modenese; molto esperto che ha subito intuito che i possessori del prezioso strumento musicale realizzato da Pio Sbrighi non ne erano ne i veri proprietari, nè tantomeno erano bene a conoscenza dell’oggetto in loro possesso.
«Conosco Pio Sbrighi il liutaio autore di quello splendido esemplare di violino - ha spiegato l’artigiano geminiano specializzato nel settore dei liuti - e l’ho chiamato, scoprendo che ne aveva denunciato la scomparsa nel luglio scorso». Il violino era su un treno diretto verso la Svizzera. Lo aveva in prova un musicista, che lo ha “smarrito” durante il viaggio. Lo strumento è così arrivato a Milano, nelle mani dei due personaggi denunciati per ricettazione.
Resta da chiarire come si siano appropriati del violino. Gli inquirenti dovranno indagare per capire se è stato acquistato in stazione, oppure attraverso altri canali. Fatto sta che i ricettatori hanno pensato di far fruttare il loro oggetto. Tramite mail, i due uomini hanno contattato il liutaio modenese. A lui hanno richiesto di avere una stima dell’opera, per poi metterlo in conto vendita. L’artigiano modenese s’è però insospettito, sfruttando un elemento. Il romagnolo Pio Sbrighi, allievo di Marino Capicchioni, produce pochissimi esemplari all’anno, tutti firmati e numerati. Il codice identificativo del violino è l’elemento che ha confermato i suo sospetti.
«Ho parlato con l’avvocato - ha ripreso il liutaio geminiano - e con il direttore generale del Comune». La questione è passata così agli agenti della Polizia Municipale. Un’ispettrice del Nucleo Problematiche del territorio era presente all’appuntamento tra il professionista di Modena e i due compratori. In quel momento, tuttavia, fingeva di essere una cliente. Il “rendez-vous” è stato concordato per le 10 di sabato scorso. L’artigiano modenese ha incontrato nello studio i due uomini ed ha esaminato lo strumento. È stato costruito nel 2009 e i numeri di serie all’interno combaciavano con quelli del violino rubato. A questo punto è entrata in azione la Polizia Municipale. I due sono stati identificati e denunciati per ricettazione. Lo strumento è stato recuperato e sarà restituito al liutaio proprietario. Il lieto fine non è di norma garantito in quello che, come ha spiegato l’esperto modenese, appare essere un sistema ben collaudato. Una rete di cui i due potrebbero essere ignari, ma che sembra avere un vero e proprio “modus operandi”. «A me non è mai capitato di aver subito il furto di uno strumento - ha illustrato l’artigiano di Modena - ma ai miei clienti sì. Un mese fa è stato portato via uno strumento del valore di un milione di euro, sempre sul treno. Nel giro dei liutai abbiamo un monitoraggio degli strumenti smarriti, denunciati o sottratti. In questo caso, s’è trattato di una “casualità felice”». (g.f.)
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